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16 Aug

La figlia di Riina: “Mio padre non è la mafia”

Emanuele Calderone - 11 dicembre 2017
Emanuele Calderone
11 dicembre 2017
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La figlia di Riina racconta di suo padre

La morte del boss mafioso Totò Riina è stato uno degli avvenimenti che hanno capitalizzato i titoli dei giornali qualche settimana fa. Una delle persone che, in seguito alla morte dell’ex boss della mafia, è stata più sotto i riflettori dei media è stata la figlia, Maria Concetta, secondo la quale Salvatore Riina non era poi un mostro.

La donna, raggiunta in un’intervista dall’inviato delle Iene Giulio Golia, ha detto “Quando ci fu la strage di Capaci l’abbiamo saputo dal Tg, eravamo tutti sul divano. Mio padre era normale, non era né preoccupato né felice e non è vero, come hanno detto, che ha brindato con lo champagne. Io non posso prendere le distanze da mio padre perché mio padre ai miei occhi era un’altra persona, non era il mostro che vedete voi, che vede l’Italia intera. È stato un buon padre. E poi penso che ci sono delle cose che in cuor mio non sono state commesse”.

La donna ha poi continuato, ricordando gli anni della latitanza “Quando mio padre era latitante stavamo insieme a lui in giro per l’Italia. I carabinieri? Ne abbiamo visti tanti, ma non ci hanno fermato mai. Magari siamo stati fortunati per vent’anni. Noi eravamo con mio padre, stavamo insieme. In giro per l’Italia sempre, di continuo, non ci fermavamo mai. Non andavamo a scuola, era mia madre a farci da insegnante, perché giravamo sempre. Ma nonostante tutto facevamo una vita normale, andavamo a fare la spesa. Anche lui usciva normalmente, senza trucchi, senza maschere. Ti sembrerà allucinante eppure è così”.

Riina commenta anche la vicinanza, o presunta tale, con un altro boss, Bernardo Provenzano, dichiarando “Non lo conosco io in televisione l’ho visto. Forse all’epoca con mio padre quando erano ragazzini a Corleone si conoscevano, penso, perché erano vicini di casa. Però io a casa nostra non l’ho mai visto”.

Maria Concetta conclude, infine, dicendo “Se mio padre non è stato uno stinco di santo sarà all’inferno, se lo è stato invece starà in paradiso. Io ho le mio buone ragioni per pensare che mio padre in certe cose non c’entra”.

[fonti articolo: ansa.it, globalist.it, liberoquotidiano.it, adnkronos.com]

[foto: ansa.it]

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