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Legge di Stabilità e riforma pensioni 2016, opzione donna ed esodati: cosa cambia

LaRedazione - 16 ottobre 2015
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La Legge di Stabilità appena discussa in aula porterà cambiamenti sostanziali, o almeno in alcuni casi si spera, anche riguardo sulla delicata questione delle riforme previdenziali. Per quanti devono andare in pensione o attendono di andarci dopo le conseguenze della riforma Fornero, sono insomma attese risposte risolutive, specie per alcune categorie di lavoratori.

Dopo l’accennata possibilità del part time a 3 anni dal termine del ciclo di lavoro grazie ad un sistema sperimentale che durerà circa tre anni (una sorta di scivolo ma solo per chi nel 2016 avrà almeno 63 anni e 7 mesi d’età) e la certezza che la vera flessibilità partirà dal prossimo anno, l’attenzione nello specifico si concentra su donne ed esodati.

Con l’opzione donna, è deciso non solo che fino al termine dell’anno 2015 al posto di una pensione anticipata è possibile un ricalcolo contributivo dell’assegno mensile, ma che la soluzione adatta a coloro che avranno maturato i 57 anni di età (oltre ai 35 di contributi) venga adottata per altri 3 anni, secondo quanto pubblica anche IlMessaggero.

Infine, dalle prime indicazioni, la settima salvaguardia riguarderà ben 24mila esodati (anche se la Rete dei Comitati di categoria ne ha contati finora oltre 49mila), ovvero una spesa pari a 1,2 miliardi di euro in parole povere che verrebbe coperta dalle cifre stanziate e mai utilizzate dopo i sei provvedimenti di salvaguardia fino ad oggi approvati. Nella riforma delle pensioni del 2016 però, restano da stabilire ancora i requisiti degli esodati e le condizioni per accedere ai fondi, ancora in fase di studio dai tecnici del Ministero della Finanza e dell’Economia.

[foto: Investireoggi.it]

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