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Riforma pensioni Governo Renzi: ultime novità Opzione Donna e pensione anticipata

LaRedazione - 19 ottobre 2015
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opzione donna ultime novità

Nella nuova Legge di Stabilità il Governo è tornato a trattare la spinosa situazione delle lavoratrici italiane che intendono usufruire del prepensionamento, rinunciando a parte del loro assegno in uscita. Il tema che è stato al centro delle trattative tra i sindacati e i membri della Commissione Lavoro è la cosiddetta Opzione Donna. Finalmente anche le lavoratrici che avranno maturato, entro il 31 dicembre del 2015, i requisiti per andare in pensione potranno usufruire di questo trattamento e programmare meglio il loro ritiro dal mondo del lavoro.

Bisogna ricordare che nel nostro Paese le lavoratrici del settore pubblico possono andare in pensione una volta raggiunti i 57 anni e con almeno 35 di contributi versati. Per quante di loro intenderanno usufruire dell’Opzione Donna, quindi smettere di lavorare e lasciar spazio all’inserimento dei più giovani, dovranno sottoporsi a un nuovo calcolo retributivo che andiamo ad analizzare nel dettaglio.

Secondo un’inchiesta riportata sul quotidiano “Italia Oggi”, la percentuale delle lavoratrici che perderanno sul loro assegno in uscita preventiva sarà di circa il 30%. Un calcolo che è stato fatto in base all’età di chi richiede la pensione anticipata e soprattutto sui contributi versati prima del 31 dicembre del 1995 e su quelli successivi.

In pratica, le lavoratrici che dovevano andare in pensione con un assegno di 1.400 euro lordi dovranno rinunciare a circa 400 euro della loro pensione mensile. Una cifra davvero molto alta e che diventa un autentico salasso per migliaia di lavoratrici.

L’Opzione Donna è un disegno di legge creato per quelle lavoratrici che non intendevano sottoporsi alle modifiche che la Legge Fornero ha avuto sull’intero settore pensionistico e che ha fatto danni irreparabili anche nel mondo del lavoro.
Sembra, però, che a essere colpite siano sempre le fasce più deboli di lavoratori, mentre le cosiddette “pensioni d’oro” continuano a usufruire trattamenti e benefici indegni di un paese civile.

Il Governo, nella nuova Legge di Stabilità promossa da Matteo Renzi, propone un’alternativa ai lavoratori che sono arrivati a tre anni dalla pensione (e che hanno raggiunto i 63 anni) di usufruire dell’Opzione Part Time: si tratta di un provvedimento nuovo e che si potrà ottenere solo mediante l’accordo con l’azienda in cui si lavora. In questo modo il lavoratore, a differenza delle donne, non dovrà andare in pensione prima, ma rinuncerà ad alcune ore di impiego, ricevendo però una contribuzione netta come se avesse lavorato a tempo pieno. Parte dei contributi saranno versati dall’azienda all’Inps, anche se per i sindacati si tratta di una manovra che non modifica la Legge Fornero, e che costringerà molti italiani ad andare avanti nel mondo del lavoro nonostante i limiti d’età.

[Foto: www.radio24.ilsole24ore.com]

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