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Legittima difesa. Approvata la riforma

Alessandro Crupi - 25 ottobre 2018
Alessandro Crupi
25 ottobre 2018
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Il Senato ha approvato le nuove misure normative sulla legittima difesa, che adesso approdano alla Camera per il definitivo via libera.

La legittima difesa è una vittoria della Lega

Il testo del ddl che prevede la legittima difesa è passato con 195 voti favorevoli, 52 contrari e un astenuto, grazie al pieno appoggio del binomio Lega-M5S e con il sostegno anche di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Contrari, invece, Pd e Leu (Liberi e Uguali) anche se i democrat hanno votato favorevolmente l’articolo 2 su “chi agisce in stato di grave turbamento”.

È una indiscussa vittoria politica della Lega, in quanto la legittima difesa rappresenta, da sempre, un suo cavallo di battaglia. Le novità introdotte dal nuovo testo legislativo riguardano, soprattutto, la modifica degli articoli 52 e 55 del codice penale.

In particolare con l’articolo 1 del ddl che revisiona l’articolo 52, la difesa diviene sempre legittima riconoscendo, in ogni caso, la proporzionalità tra offesa e difesa “se taluno legittimamente presente nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi (fonte wwwlastampa.it)”, “usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione (fonte wwwlastampa.it)”.

Il ddl sulla legittima difesa inasprisce le pene

Non è essenziale che il ladro abbia un’arma in mano per far scattare la legittima difesa bensì basta la sola minaccia dell’uso della stessa, senza che l’intimidazione sia necessariamente indirizzata alla persona.

L’articolo 2, invece, riforma l’articolo 55 del codice penale nel momento in cui esclude l’applicazione di pene per chi si è difeso in “stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto (fonte www.repubblica.it)”.

Il ddl a firma Lega-Cinque Stelle introduce anche la sospensione condizionale della pena per il ladro d’appartamento dopo che ha pagato il risarcimento del danno alla persona offesa. A ciò fa da contraltare l’inasprimento delle pene per la violazione di domicilio (massimo 4 anni di reclusione), furto (6 anni), rapina (7 anni) e scippo (7 anni) con un aumento di 500 euro (da 2000 a 2500) anche sulle sanzioni.

Inoltre viene esclusa la responsabilità civile per chi si è difeso legittimamente e con questa riforma si allarga il campo d’azione del gratuito patrocinio per chi ha avuto l’archiviazione, il proscioglimento oppure il non luogo a procedere per azioni commesse nell’ambito di legittima difesa o eccesso colposo.

[Foto: www.newsicilia.it]

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