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L’Italia è una nazione per vecchi: in aumento la popolazione anziana

La Redazione - 18 ottobre 2017
La Redazione
18 ottobre 2017
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L'Italia è una nazione per vecchi

Nel nostro Paese l’età media delle persone anziane è in costante aumento: su un campione medio di 100 persone tra i 20 e i 70 anni, ce ne sono 38 che superano i 65. A diffondere questo dato è l’Ocse, ente che studia lo sviluppo economico di un paese, e che ha diffuso un’analisi su questo argomento.

Che nella nostra penisola la longevità fosse in aumento non era nemmeno un segreto, ma l’Ocse si proietta verso il futuro: nel 2050 arriveremo ad avere ben 74 anziani over 65 ogni 100 abitanti. L’Italia dunque diventerà, tra qualche anno, il terzo Paese con il numero di anziani più alto nel mondo, dopo nazioni come Giappone e Spagna.

L’aumento dell’aspettativa di vita è un segnale positivo, ma purtroppo va a incidere sull’inserimento nel mercato del lavoro da parte di un personale più giovane. Sono sempre più numerose, infatti, le persone anziane che rinunciano ad andare in pensione, e questo non permette il ricambio generazionale.

Ma c’è un altro dato che fa davvero preoccupare e che riguarda il tasso di occupazione dei lavoratori che vanno da una fascia d’età compresa tra i 55 e i 64 anni: l’Ocse rivela che per loro c’è stato un aumento di 23 punti rispetto agli 11 che, invece, i giovani hanno perso.

In Italia garantire un impiego stabile ad alcune categorie è molto difficile. I giovani s’inseriscono con difficoltà nel mercato del lavoro e, il divario con gli anziani, sembra diventare incolmabile. Questa situazione determina un meccanismo in cui i teenager sono costretti ad accettare qualsiasi lavoro a tempo determinato e con salari bassi.

L’Ocse nel suo rapporto fa riflettere anche su un altro fattore: se è vero che il tasso occupazionale dei lavoratori anziani è in aumento, si è formato un altro divario che riguarda il livello di istruzione tra singoli lavoratori. In pratica quelli con un impiego specializzato avranno maggiore facilità a percepire una pensione adeguata rispetto a chi ha un titolo di studio inferiore.

Completamente diversa la questione delle donne anziane perché, una volta uscite dal mercato del lavoro, dovranno occuparsi dei loro cari. Per quanto riguarda le lavoratrici giovani, l’Ocse fa sapere che loro sono abbandonate a se stesse. E le leggi dello Stato non intervengono ad aiutare quelle madri che, oltre a lavorare, devono accudire i propri figli.

Insomma l’Italia è un Paese che invecchia, e non solo in termini anagrafici, ma per tutto quello che riguarda l’innovazione e le leggi. Se da un lato i redditi per i lavoratori anziani aumentano, bisogna intervenire e investire soprattutto sui giovani, che rappresentano una vera risorsa per la nostra nazione, ma anche per il nostro futuro.

 

[Foto: www.intelligonews.it]

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