0 Shares 111 Views

L’Italia si riscopre a rischio idrogeologico

LaRedazione - 8 novembre 2018
LaRedazione
8 novembre 2018
111 Views
Italia con rischio idrogeologico

Più del 90 per cento dei Comuni italiani si trova in aree potenzialmente esposte a rischi idrogeologici: l’allarmante dato viene rivelato da un’indagine della Coldiretti, che effettua anche una prima conta dei danni del maltempo che agli inizi di novembre ha falcidiato la Penisola.

“Penso che il computo generale dei danni nelle varie regioni sia superiore ai 3 miliardi” di euro. Così si è espresso il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli nella prima settimana di novembre, dopo l’ondata di maltempo che ha colpito tutta l’Italia nei giorni iniziale del mese provocando conseguenze drammatiche sotto tutti i punti di vista, da quello ambientale a quello economico, fino alla morte di quasi una ventina di persone da Nord a Sud.

Il maltempo mette in ginocchio l’Italia. Gli effetti disastrosi del combinato di raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate che hanno interessato in pratica tutta la Penisola ha fatto tornare al centro delle cronache il tema della fragilità del nostro territorio, con la Coldiretti che, nello specifico, ha mostrato i risultati di una indagine basata su dati Ispra e UNISDR, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di disastri naturali. E il quadro che emerge è a dir poco allarmante.

Un territorio a rischio. Nella nota diffusa alla stampa, il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, rivela che sono “oltre 7 milioni le persone che in Italia risiedono in territori a rischio idrogeologico per alluvioni (6 milioni) o frane (1 milione), che interessano ben il 91% dei comuni italiani“. E in alcune regioni come Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria, la percentuale di pericolosità sale addirittura al 100 per cento.

Miliardi di danni. Secondo il report della principale organizzazione italiana dell’agricoltura, non è allora un caso “se l’Italia si colloca tra i dieci Paesi più colpiti al mondo per alluvioni, siccità, tempeste, ondate di calore e terremoti” che, come riportato anche dalla citata Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di disastri naturali, “hanno provocato perdite per 48,8 miliardi di euro negli ultimi 20 anni”. La stessa Coldiretti, in riferimento solo ai fenomeni di inizio novembre, ha tracciato un bilancio davvero pesante anche per l’agricoltura e le foreste italiane, che hanno subito danni “che potrebbero arrivare al miliardo di euro tra ulivi secolari sradicati, boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre abbattute, stalle ed edifici rurali scoperchiati e animali morti o dispersi, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti“.

Uno scenario apocalittico. Solo per citare dei numeri, si stima che l’ondata di maltempo abbia provocato la strage di circa 14 milioni di alberi, in particolare di faggi e abeti bianchi e rossi nei boschi delle regioni del Nord Est, e che potrebbe essere necessaria un’attesa di almeno un secolo per ripristinare una situazione di normalità. Questo significa, ancor di più, che è fortemente compromesso l’equilibrio ecologico e ambientale di vaste aree montane e, di conseguenza, risulta a rischio la loro stabilità idrogeologica, anche perché “la mancanza di copertura vegetale lascia il campo libero a frane e smottamenti in caso di forti piogge”.

L’Italia si scopre fragile. Un fenomeno, quello della cementificazione, che unito al maltempo ha provocato la crisi attuale: è sempre la Coldiretti a spiegare che in Italia nell’ultimo quarto di secolo è scomparso quasi un terzo della terra coltivata a causa appunto “della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia ad appena 12,8 milioni di ettari”. Il nostro territorio è diventato così meno ricco ma anche più fragile e più esposto ai cambiamenti climatici, che poi provocano le tragedie che abbiamo visto tutti.

Loading...

Vi consigliamo anche