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Londra: disabile costretto a salire le scale con le braccia

Gianfranco Mingione - 7 marzo 2017
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7 marzo 2017
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Il governo di Sua maestà aveva negato la pensione di invalidità ad un uomo senza le gambe, costretto a vendere i beni in suo possesso per mantenersi in vita. È la storia di Julius Holgate, cittadino britannico al quale è stata negata la pensione di invalidità perché, questa la motivazione, “in grado di salire le scale con le braccia”. Secondo il Dipartimento del Lavoro e delle Pensioni, “l’uomo poteva muoversi e, quindi, lavorare”. Holgate, tramite i suoi legali, ha presentato ricorso e vinto la causa contro il Dipartimento.

Un fatto “semplicemente disgustoso”. Il Dipartimento del Lavoro e delle Pensioni ha formulato le sue scuse ad Holgate, spiegando che il rigetto della sua domanda è stato determinato da un “errore materiale”. Ian Rathbone, presidente del Community Law Centre, ha affermato: “la sospensione degli assegni di invalidità è stata causata da parti terze coinvolte nel processo di valutazione dell’assistenza previdenziale”. E’ semplicemente disgustoso. Questo è il pazzo mondo alla rovescia in cui devono vivere i disabili. Chi ha valutato come abile al lavoro il signor Holgate non ha certamente capito quali sono i limiti di un uomo sulla sedia a rotelle“.

Non è l’unico caso nel Regno Unito. Il signor Holgate non è certo l’unico suddito di Sua maestà ad essere incappato in un errore assurdo come questo. Per tale motivo, Ian Rathbone, chiede al governo di intervenire in materia con una riforma del sistema previdenziale: “A volte – afferma l’avvocato – queste persone sono in grado di sopravvivere in qualche maniera, ma sostanzialmente non sanno cosa fare perché sono semplicemente terrorizzati”.

(Fonte: www.tgcom24.mediaset.it)

(Foto: Hackney Citizen)

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