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Monica Lewinsky: il sexgate fu abuso di potere

Emanuele Calderone - 27 febbraio 2018
Emanuele Calderone
27 febbraio 2018
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Monica Lewinsky parla del sexgate

Monica Lewinsky è tornata a far parlare di sé. Per chi non ricordasse il suo nome -in pochi, crediamo- la signora Lewinsky si trovò al centro delle cronache di tutto il mondo per aver avuto rapporti sessuali con l’allora presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton. La donna, all’epoca dei fatti 24enne, qualche anno fa descrisse la sua relazione con Clinton come “consensuale”, ma oggi fa un passo indietro, ritrattando.

Non che l’ex stagista alla Casa Bianca abbia parlato di violenza, anzi, eppure il movimento #metoo deve averle fatto cambiare idea a Monica. Stando a quanto dichiarato dalla stessa in un’intervista “Ora all’età di 44 anni sto cominciando (solo cominciando) e considerare le implicazioni dell’enorme differenziale di potere che c’è tra un presidente ed una stagista alla Casa Bianca. Sto cominciando a prendere in considerazione l’idea che in simili circostanze il concetto di consenso potrebbe essere discutibile (perché lo squilibrio di potere, e la possibilità di abusarne, esiste anche se il sesso e’ consensuale”). Non penso che mi sarei sentita così isolata se fosse accaduto oggi. Uno degli aspetti che più ispirano di questo movimento dalla rinnovata energia è l’incredibile numero di donne che ha parlato a difesa delle altre”.

Il cambiamento di punto di vista è collegato, secondo la stessa Lewinsky, a un messaggio ricevuto da una delle promotrici del movimento #metoo, che le avrebbe scritto “mi dispiace che tu sia stata così sola”. L’ex stagista ha confessato di aver sofferto di stress post-traumatico dopo che l’intera vicenda venne a galla: per mesi, dopo lo scandalo, non poté uscire di casa. Monica ha anche aggiunto di essere stata vittima di cyber bullismo, in un momento in cui non esisteva alcun tipo di legislazione a riguardo. In chiusura di intervista ha infatti affermato “è stata la mia bestia nera nel 1998, i suoi figliastri, i social media hanno salvato milioni di donne…perché virtualmente chiunque può condividere la sua storia #MeToo e sentirsi istantaneamente benvenuta in una tribù”.

[fonti articolo: repubblica.it, rainews.it, letteradonna.it]

[foto: nydailynews.com]

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