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Multa per eccesso di velocità: cose da sapere

Alessandro Crupi - 22 febbraio 2019
Alessandro Crupi
22 febbraio 2019
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Multa eccesso di velocità

La multa per eccesso di velocità è sicuramente la sanzione più classica e tradizionale in cui un automobilista può incorrere.

I limiti per evitare la multa per eccesso di velocità

Sono diverse le informazioni da conoscere per avere un quadro completo della situazione affinché si rispettino le norme e per prevenire il fastidioso verbale della multa per eccesso di velocità.

Intanto bisogna soffermarsi sui limiti, che variano a seconda delle strade che si percorrono e dalla tipologia del tratto di asfalto. Per i veicoli di peso inferiore a 3,5 tonnellate il limite per i percorsi urbani è di 50 km/h, che aumenta a 70 per le strade urbane di scorrimento, a 90 per le strade extraurbane secondarie, a 110 per le strade extraurbane principali e a 130 per le autostrade.

Alcune parti di strade e autostrade possono imporre limiti diversi, come accade per le cosiddette “Zone 30” dei centri abitati. Per la quantificazione degli importi delle multe bisogna considerare i km/h in eccesso e l’orario.

In modo particolare se si oltrepassa il limite di 5 km/h sotto i 100 km/h oppure di un massimo del 5% sopra i 100 km/h, la multa viene considerata nulla.

Giungendo, invece, ad un massimo di 10 km/h in più rispetto al limite la multa per eccesso di velocità passa da 41 a 168 euro, che cresce da 54,67 a 224 se l’infrazione è rilevata in orario notturno, cioè dalle 22 alle 7.

Fino a 10 km/h in più rispetto al limite le multe vanno da 41 a 168 euro passando da 54,67 a 224 euro di notte.

Se l’eccesso di velocità è tra 10 km/h e 40 km/h il range delle multe è da 168 a 674 euro e da 224 a 898,67 in caso di infrazione notturna.

Se siamo tra i 40 km/h e i 60 in più arriveranno multe da 527 a 2.108 euro con sospensione della patente da uno a tre mesi e da 702,67 a 2.810,67 euro in orario notturno.

Superati, infine, i limiti di 60 km/h le multe vanno da 821 a 3.287 euro con in più la sospensione della patente da sei a dodici mesi mentre le stesse passano da 1.094,67 a 4.382,67 euro dalle 22 alle 7.

Decurtazione punti e notifica

All’esborso di denaro che la multa comporta può aggiungersi la decurtazione dei punti dalla patente nei seguenti casi:
entro i 10 km/h non viene sottratto alcun punto;
tra 10 e 40 km/h vengono sottratti fino a 5 punti;
tra 40 e 60 km/h vengono sottratti fino a 10 punti;
oltre i 60km/h vengono sottratti 10 punti.
Nella stragrande maggioranza dei casi, la multa per eccesso di velocità è comminata grazie alla segnalazione dei sistemi di rilevazione elettronica come autovelox e tutor.

Ciò comporta che, al di là di quanto stabilisce il Codice della Strada, essa non può essere contestabile in tempo reale e, quindi, in questi casi il verbale dev’essere notificato al proprietario del mezzo entro 90 giorni dall’accertamento recando gli estremi della violazione e le ragioni che non hanno reso possibile la contestazione immediatamente.

La multa notificata in ritardo viene annullata a meno di comprovate difficoltà nell’identificazione del conducente.

Il ricorso alla multa per eccesso di velocità

Ovviamente c’è l’opportunità di fare ricorso al Prefetto (entro 60 giorni per i residenti in Italia e all’estero) o al Giudice di Pace in caso di multa per eccesso di velocità.

Se si avvia il ricorso la multa non va pagata. Per i residenti in Italia si hanno 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace mentre per i residenti all’estero ne sono necessari 60. Per il ricorso al Giudice di Pace il costo è di 43 euro per le multe fino a 1.033 euro mentre per quelle fino a 1.100 bisogna aggiungere il costo del bollo di 27 euro. Dopo i 1.100 i costi per contributi e bollo sono proporzionali all’ammontare della sanzione.

Tutti costi che verranno rimborsati in caso di ricorso andato a buon fine. Gratuito è il ricorso al Prefetto ma se la multa non viene accettata raddoppia.

Se la violazione di un limite di velocità viene effettuata mentre il conducente trasporta un ferito, una partoriente e per evitare un grave rischio interviene l’articolo 4 della Legge 669/1981, che recita: “Non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa”. In questo caso nel ricorso occorre dimostrare queste particolari situazioni con documenti alla mano.

(Foto: www.torinoggi.it)

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