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Pensione quota 100: requisiti, tempistica e decorrenze

Alessandro Crupi - 25 gennaio 2019
Alessandro Crupi
25 gennaio 2019
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Pensione Quota 100

Con l’approvazione dell’atteso decreto, il Governo Cinque Stelle-Lega ha premuto il piede sull’acceleratore su due provvedimenti-chiave della sua azione: il “Reddito di cittadinanza” e la “Pensione Quota 100”.

Quest’ultima, in particolare, sarà attuata in fase sperimentale dal 2019 al 2022 e consentirà di andare in pensione prima del previsto rispetto alla legge Fornero.

Requisiti e decorrenza dei privati

Per quanto riguarda i requisiti, potranno accedere alla “Pensione Quota 100” gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle sue forme esclusive e sostitutive, gestite dall’INPS, alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.

I lavoratori del settore privato che maturano i requisiti della “Pensione Quota 100” entro il 31 dicembre 2018 hanno diritto a questa misura pensionistica a decorrere dal primo aprile 2019.

Per chi invece, tra gli stessi lavoratori privati, riesce ad avere i requisiti già dal primo gennaio di quest’anno la decorrenza del diritto parte dopo tre mesi dalla data in cui ha maturato i 62 anni anagrafici e i 38 di contributi.

Le regole per i lavoratori pubblici

Riguardo ai lavoratori del settore pubblico i termini di decorrenza cambiano in base a quando si maturano i due requisiti.

Per i dipendenti che li centrano entro l’entrata in vigore del decreto il diritto della “Pensione Quota 100” si attiva dal primo agosto 2019.

Per coloro i quali li ottengono dal primo febbraio di quest’anno il diritto inizia trascorsi sei mesi dalla maturazione dei requisiti. In ogni caso, i dipendenti pubblici devono presentare all’amministrazione di pertinenza la domanda di pensionamento con sei mesi di preavviso.

Cosa cambia per i lavoratori della scuola

Diverse le regole per i lavoratori della scuola e AFAM. Così, infatti, recita il decreto a questo proposito ai fini del conseguimento: “Per il personale del comparto scuola ed AFAM si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico”.

E successivamente aggiunge: “Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell’accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data d’ inizio dell’anno scolastico accademico, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell’anno”.

(Foto: www.guidafisco.it)

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