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Pensioni 2019: come uscire dal lavoro

dgmag - 29 novembre 2018
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29 novembre 2018
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Pensioni 2019, uscita dal lavoro

Il Governo ha annunciato importanti modifiche in tema pensioni 2019 e quindi nuove modalità per l’uscita dal mondo del lavoro.

Pensioni 2019: uscire dal lavoro

Novità in tema di pensioni 2019 in un paese in cui l’età pensionabile si è allungata notevolmente e in cui le pensioni sembrano ancora più lontane. Il nuovo Governo Lega-5 Stelle ha deciso proprio a partire da quelle 2019 di introdurre delle importanti novità in materia. La più importante, come dichiarato dall’INPS, sarà la spedizione delle busta arancione a oltre 1 milione di persone. Inoltre, sarà esteso il servizio online La mia pensione futura per 500 mila dipendenti pubblici.

Quali sono le novità di questo nuovo sistema pensioni 2019? In primis ci sarà la possibilità di andare in pensione in anticipo. Questo permetterà uno svuotamento dei posti di lavoro e quindi un accesso maggiore per i giovani. Con il decreto quota 100 è stata stabilito che, soggetti con età e numero di contributi pari a 100 (62 anni + 38 di contributi) potranno andare in pensione in anticipo rispetto alla normativa vigente. Si stima quindi che circa 400mila lavoratori potranno finalmente accedere alla riforma pensionistica.

Requisiti e presentazione domanda

Il sistema previdenziale prevede il pensionamento a partire dal 1/19 per coloro che hanno 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Questa prestazione può essere erogata a tutti i lavori dipendenti ed autonomi con regolare posizione contributiva. Sarà inoltre disponibile la pensione anticipata per gli uomini che hanno 43 anni e 3 mesi di contributi e per le donne che hanno 42 anni e 3 mesi di contributi. Questo riguarda i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare molto presto a cui non viene chiesto il compimento dell’età pensionabile.

Quali tutele hanno le donne? Per le signore è stato istituito Opzione donna. Si tratta della possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro con 58 anni e 35 anni di contributi. Questo per incontrare le esigenze di tutte quelle donne che hanno posizioni contributive particolari, dettate dalla maternità o comunque dalla difficoltà maggiore per l’universo femminile di immettersi nel mondo del lavoro.

Che indennità a carico dello Stato saranno erogate per gli svantaggiati?

Questi cittadini riceveranno l’Ape Social. Per tutti coloro che hanno almeno 63 anni di età sarà corrisposta un’indennità fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Questo strumento è riservato a invalidi superiori al 74%, disoccupati, caregivers, addetti a mansioni pesanti.

Saranno inoltre cumulati i contributi per consentire ai soggetti che hanno lavorato per diverse aziende e in modo frammentato di uscire dal mondo del lavoro. E per accedere alle pensioni e godersi un pò di meritato riposo.

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