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Prescrizione cartella esattoriale: tempi e requisiti, quando scatta

Alessandro Crupi - 8 marzo 2019
Alessandro Crupi
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Cartella-esattoriale

Come tutti i crediti esigibili, anche quelli indicati in una cartella esattoriale ad un certo punto vanno in prescrizione. Il che significa che, superato un periodo di tempo stabilito dalla norma, il creditore non può più richiedere la soddisfazione della somma che gli spetta al debitore di turno. Quando si tratta di crediti dello Stato, essi sono soggetti all’istituto della prescrizione in un arco temporale che va da un minimo di 3 ad un massimo di 10 anni.

Cosa è la prescrizione e il tipo di debito

Nel caso di una cartella esattoriale, a partire dalla notifica al contribuente l’Agenzia delle Entrate ha a disposizione un tempo limitato per chiedere l’esborso della prestazione dovuta, che varia a seconda della tipologia del debito.

Il periodo di prescrizione scatta dalla fase di inattività del creditore verso il debitore per soddisfare il suo credito. Se, quindi, chi deve pagare non riceve neppure una lettera di intimazione lungo tutto il periodo disponibile al creditore per effettuare azioni di riscossione può considerare prescritto il proprio debito. Invece se l’ente che vanta il credito intima il pagamento il debitore, il periodo di prescrizione riparte da zero.

Prescrizione cartella esattoriale, i tempi

Tra i debiti più comuni ci sono le somme relative a Irpef, Iva, Irap, Imposta di Registro, Inps, Multe e Bollo Auto che analizziamo in successione. L’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), Iva, Irap e Imposta di Registro si prescrivono in 10 anni, debiti Inps in 5 ma se il debitore fa ricorso e perde i termini salgono a 10.

Lo stesso meccanismo del 5-10 vale per le multe mentre sono 3 gli anni in cui si prescrive l’importo del Bollo Auto non saldato. In quest’ultima ipotesi il periodo scatta dal primo gennaio dell’anno successivo a quello del versamento.

Occorre ricordare che la prescrizione non viene comunicata al titolare del debito. Pertanto bisogna attendere un qualsiasi atto che lo riguardi (come un sollecito al pagamento) per poter poi avviare un ricorso.

(Foto: www.6sicuro.it)

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