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Prestazioni occasionali: le modifiche nel Decreto Dignità

dgmag - 21 dicembre 2018
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21 dicembre 2018
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novità sulle Prestazioni occasionali

Il Decreto Dignità introduce nuove e significative modifiche alle prestazioni occasionali. Per tali motivi l’INPS ha voluto chiarire cosa cambia.

Prestazioni occasionali: le modifiche

In un mondo del lavoro, come quello italiano, sempre più precario, spesso si sente parlare di prestazioni occasionali. Queste sono delle attività lavorative svolta in forma non continuativa con cui si riceve un compenso, a discrezione del datore di lavoro, che viene comunque concordato tra le parti.

Con il Decreto Dignità ci saranno delle modifiche per la legge introdotta dall’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, introdotto dalla legge di conversione 21 giugno 2017, n. 96. Per quanto concerne il lavoro in ambito agricolo, nella dichiarazione tra le parti bisognerà specificare:

  • dati anagrafici del prestatore
  • luogo della prestazione
  • oggetto quindi dettagliatamente cosa va a fare il lavoratore
  • date di inizio e fine
  • ore di impiego
  • compenso pattuito che dovrà comunque rispettare dei minimi previsti dalla legge.

Tutti i dettagli come il numero di giornate massime lavorate, la mansione e così via serviranno a tutelare il lavoratore.

Il Decreto introduce anche un regime specifico per il settore alberghiero e per le aziende che aderiscono a vario titolo e che hanno fino a 8 lavoratori a tempo indeterminato. In questa categoria rientrano:

  • alberghi
  • villaggi
  • ostelli
  • rifugi
  • colonie
  • affittacamere
  • B&B
  • aree di campeggio che siano iscritti al registro delle imprese.

Le aziende non iscritte al registro invece durante la procedura per la prestazione occasionale dovranno inserire tutti gli elementi utili alla loro classificazione. Nel caso in cui un’azienda o una struttura sia già registrata dovrà aggiornare la propria classificazione con quanto definito al momento dell’utilizzo.

Il contratto di prestazione occasionale sarà utilizzabile solo per queste categorie: titolari di pensione di invalidità/vecchiaia, giovani con meno di 25 anni, iscritti a un ciclo di studi, disoccupati, percettori di reddito di inclusione, prestazioni a sostegno del reddito e simili.

Gli enti locali potranno utilizzare al contratto nel pieno adempimento dei limiti posti dalla legge, ovvero per:

  • progetti speciali rivolti a categorie in stato di povertà, tossicodipendenza o situazioni particolari
  • svolgimento di lavori di emergenza o per calamità di naturali
  • attività di solidarietà
  • organizzazione di manifestazioni o altro.

Come accedere alla prestazione occasionale? I lavoratori potranno utilizzare il sito dell’INPS per registrarsi nell’apposito modulo Prestazioni di lavoro occasionale e libretto di famiglia. Qui inseriranno tutti i dati richiesti e quelli relativi al pagamento. La procedura sarà poi a carico del datore di lavoro che dovrà definire i termini della prestazione occasionale con tutti i dettagli, volti a vigilare sulla corretta esecuzione delle nuove modifiche presenti nel Decreto Dignità.

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