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Ricalcolo pensioni: le novità

Alessandro Crupi - 29 marzo 2019
Alessandro Crupi
29 marzo 2019
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Ricalcolo-pensioni

Con il varo della Legge di Bilancio 2019 sono state introdotte anche delle importanti novità sul ricalcolo delle pensioni, dovuto all’incidenza dell’inflazione.

Il ricalcolo delle pensioni in base all’inflazione

Ma cosa cambia in sostanza? Stabilito, come anticipato, che l’importo delle pensioni subirà, da aprile, una variazione attraverso la modifica dell’adeguamento all’inflazione ecco quali sono, nel dettaglio, gli elementi principali di questo ricalcolo.

Innanzitutto bisogna premettere che le modifiche riguarderanno i trattamenti pensionistici superiori a 1.522 euro al mese, ovvero quelli che eccedono di tre volte l’ammontare minimo.

Inoltre ci sarà l’inserimento di un contributo di solidarietà. L’adeguamento all’inflazione comporterà un abbassamento delle pensioni con una forbice di riduzione che parte da un minimo di 28 centesimi a un massimo di circa 100 euro e toccherà 5,6 milioni di italiani.

Le pensioni diminuiranno

In pratica, a quei pensionati il cui assegno mensile supera di tre volte il trattamento pensionistico minimo, toccherà restituire le somme in più percepite nei primi tre mesi dell’anno rispetto a questa nuova misura.

Che riproporziona l’ammontare delle pensioni al valore dell’inflazione. Una cattiva notizia per chi appartiene alla categoria dei pensionati ma buona per lo Stato che, in questo modo, punta a risparmiare 3,6 miliardi di euro nel triennio 2019-2021.

Tesoretto che rimpinguerà anche i fondi destinati alla tanto discussa “Quota 100”.

Le fasce di perequazione per il ricalcolo delle pensioni

Per il ricalcolo delle pensioni Inps, lo stesso Istituto di Previdenza con circolare n. 44 del 22 marzo 2019 ha fornito tutti i chiarimenti del caso sottolineando che la Legge di Bilancio ha fissato sette fasce di perequazione, a cui corrispondono aliquote decrescenti con l’aumentare dell’importo pensionistico.

Ecco il dettaglio degli indici di perequazione:

  • il 100% per le pensioni fino a 3 volte il minimo con rivalutazione pari all’1,1%;
  • il 97% per le pensioni superiori a 3 e fino a 4 volte il minimo (per somme oltre i 1.522,26 euro e fino a 2.029,68 euro) con rivalutazione dell’1,07%;
  • il 77% per le pensioni superiori a 4 e fino a 5 volte il minimo (per somme oltre 2.029,68 euro e fino a 2.537,10 euro) con rivalutazione dello 0,85%;
  • il 52% per pensioni superiori a 5 e fino a 6 volte il minimo (per somme oltre 2.537,10 euro e fino a 3.044,52 euro) con rivalutazione dello 0,57%;
  • il 47% per pensioni superiori a 6 e fino a 8 volte il minimo (per somme oltre 3.044,52 euro e fino a 4.059,36 euro) con rivalutazione dello 0,52%;
  • il 45% per pensioni superiori a 8 e fino a 9 volte il minimo (per importi oltre 4.059,36 euro e fino a 4.566,78 euro) con rivalutazione dello 0,50%;
  • il 40% per le pensioni superiori a 9 volte il minimo (per importi oltre 4.569,28 euro) con rivalutazione pari allo 0,44%.

(Foto: www.pmi.it)

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