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10 regole per ridurre i consumi idrici a Roma

La Redazione - 26 luglio 2017
La Redazione
26 luglio 2017
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acqua a roma

La Capitale sta attraversando un momento difficile a causa dell’emergenza siccità. Per questo motivo l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Roma ha realizzato una sorta di decalogo con le dieci regole per un corretto utilizzo delle risorse idriche. Un’iniziativa utile non solo per i cittadini romani, ma per tutti quegli italiani che non vogliono sprecare un elemento prezioso come l’acqua.

La prima regola è quella di controllare sempre l’efficacia del rubinetto di casa perché, se manomesso, può comportare a uno spreco di quattro o cinquemila litri di acqua l’anno. Il secondo punto introdotto nel decalogo invita i cittadini a utilizzare rubinetti omologati e dotati di un dispositivo per il risparmio idrico. Questi oggetti si possono trovare nei negozi specializzati ma anche su Internet, e a un prezzo che si aggira sui duecentocinquanta euro.

La terza regola riguarda, invece, l’igiene intima. Secondo l’Assessorato, un grosso spreco si ha durante le ore che dedichiamo al bagno, soprattutto quando riempiamo la vasca. Meglio fare la doccia in modo da risparmiare circa 120 litri di acqua pro capite. La quarta regola per evitare sprechi è quella di non lasciare il rubinetto aperto mentre ci laviamo i denti o radiamo la barba perché, anche in questo caso, il consumo di acqua aumenta.

Quinta regola: controllare lo scarico del water, evitando un uso eccessivo dello sciacquone. La sesta regola è incentrata su un uso più attento di lavastoviglie e lavatrice, evitando lunghi cicli di lavaggio e limitandosi solo a quelli necessari.

La settima regola riguarda gli amanti delle piante: anche in questo caso il Comune fornisce consigli preziosi, invitando a innaffiarle una volta al giorno, preferibilmente di sera, quando il sole è tramontato. Il tema
dell’ottava regola, invece, suggerisce di scegliere un sistema d’irrigazione programmato e a micropioggia, evitando di spargere ettolitri di acqua che intaseranno i tombini.

La crisi idrica deve farci riflettere su alcuni aspetti della nostra economia domestica, che è l’argomento della nona regola, e che riguarda il lavaggio di frutta e verdura. In questo caso, nel decalogo viene indicato di utilizzare acqua già usata in precedenza (magari quella per innaffiare le piante) per lavare i prodotti che poi porteremo sulla nostra tavola.

Infine, la decima è una regola di interesse civico, ossia: segnalare guasti e perdite nelle tubature al Comune vigente. Solo seguendo i punti affrontati nel decalogo si potrà risparmiare tanta acqua preziosa che, bisogna ricordarlo, è un bene di tutti.

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