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16 Aug

Il mistero del Bersagliere suicida nella metropolitana di Roma

La Redazione - 1 febbraio 2018
La Redazione
1 febbraio 2018
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Stazione Barberini di Roma

E’ un vero e proprio giallo quello avvenuto nelle ultime ore in un bagno della stazione Barberini di Roma. Il corpo, privo di vita, di un caporal maggiore dei Bersaglieri è stato ritrovato sul pavimento e con un colpo in fronte. Dalle prime ricostruzioni da parte degli inquirenti si tratterebbe di un suicidio.

Il ventinovenne originario di Taranto e di cui, al momento, si conosce solo il nome, Umberto, ha compiuto il folle gesto sparandosi con la sua pistola in dotazione. Ma è giallo anche su questo aspetto perché, stando ai giornali locali, il giovane si sarebbe in realtà tolto la vita utilizzando una Beretta, fucile d’assalto in uso presso l’Esercito.

Non solo non si conosce l’arma con precisione ma nemmeno il movente di questo tragico gesto: per quale motivo, infatti, Umberto si è suicidato? A questa domanda dovranno rispondere gli investigatori e la polizia. Una vera mattinata intrisa nel sangue, dunque, quella che alcuni pendolari della metro romana hanno vissuto.

Quando si è sentito uno sparo provenire dai bagni si è diffuso subito il panico, il pensiero comune da parte di tutti su un possibile attentato. La detonazione si è diramata in tutta la stazione e, immediato, è scattato l’intervento del collega di Umberto e di un membro della polizia ferroviaria. Entrati in bagno, i due uomini hanno visto il corpo privo di vita del bersagliere e l’arma ancora tra le mani.

Un tragico episodio di cronaca nera che ha costretto alla chiusura della stazione Barberini. Il regolare flusso dei treni però non è stato intaccato, ma è stata chiusa solo una linea della metropolitana. In una sua nota il personale Atac ha informato i viaggiatori che i treni non sosterranno presso la stazione Barberini per favorire l’intervento e le indagini delle Forze dell’Ordine.

In queste ore si cerca di ricostruire gli ultimi spostamenti di Umberto, di far chiarezza sulla sua vita privata e di interrogare amici e parenti. Da tempo il ragazzo viveva nella Capitale e aveva raggiunto il ruolo di caporal maggiore nel prestigioso corpo dei Bersaglieri. E, al momento, si possono solo fare delle ipotesi sulle cause del suo suicidio.

Sta di fatto che Umberto, prima di morire, non ha lasciato scritto nessun biglietto in cui spiegasse le intenzioni del suo gesto, se esso fosse qualcosa che stava premeditando da tempo. La pista più plausibile è la depressione, ma gli inquirenti investigheranno anche sui social del ragazzo per scovare tracce di un possibile movente che possa far luce su questa triste vicenda. Resta soltanto tanta amarezza che, insieme alla paura, questa mattina i pendolari della linea Barberini hanno vissuto in prima persona.

[Foro: www.ilsussidiario.net]

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