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Saldo e stralcio 2019: equitalia, pace fiscale, scadenze

Alessandro Crupi - 28 febbraio 2019
Alessandro Crupi
28 febbraio 2019
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Con la Legge di Bilancio 2019 è stata data la possibilità di saldare i debiti con lo Stato a chi si trova in condizioni economiche molto precarie per ben 17 anni, dal 2000 al 2017, con il cosiddetto sistema del “saldo e stralcio“.

A cosa si applica il saldo e stralcio

Le caratteristiche più importanti del saldo e stralcio, che rientra nell’ambito della pace fiscale introdotta dal Governo a trazione Lega-Cinque Stelle, sono:

  • si applica ad alcuni tipi di debiti in carico all’agente di riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2017;
  • riduce le somme dovute;
  • è relativo unicamente alle persone fisiche.

I richiedenti devono essere in grave e comprovata difficoltà economica e, per valutare questo aspetto, verrà preso in considerazione l’Isee. A questo proposito il saldo del debito varia a seconda della situazione personale.

Con Isee fino a 8500 euro, infatti, è previsto un saldo e stralcio del 16% delle somme dovute (sempre considerando capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo).

Con Isee compreso, invece, tra 8.500,01 e 12.500 euro il 20% e, infine, il 35% con Isee da 12.500,01 a 20.000 euro. A tutte queste somme, prive di interessi di mora e sanzioni, si devono aggiungere gli importi di aggio e spese per procedure esecutive e diritti di notifica.

In sostanza i debiti su cui è consentito applicare il saldo e stralcio sono i carichi derivanti dagli omessi versamenti dovuti in autoliquidazione in base alle dichiarazioni annuali e quelli derivanti dai contributi previdenziali dovuti dagli iscritti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi INPS.

L’Agenzia delle Entrate precisa che “possono aderire al ‘Saldo e stralcio’, qualora sussistano i predetti requisiti volti ad attestare la situazione di grave e comprovata difficoltà economica, anche i contribuenti che hanno già aderito alla “rottamazione-bis” (Definizione agevolata prevista dal D.L. n. 148/2017) e sono decaduti per non aver versato, entro il 7 dicembre 2018 tempestivamente ed integralmente le rate del piano di Definizione”.

Le scadenze del saldo e stralcio

La domanda di saldo e stralcio dev’essere inoltrata entro il 30 aprile 2019 online inviando il Modello SA-ST assieme ad una copia del documento d’identità alla pec della Direzione Regionale di Agenzia Riscossione di riferimento.

La stessa dichiarazione può anche essere presentata direttamente agli sportelli dell’Agenzia di Riscossione consegnando il Modello SA-ST compilato e firmato.

Entro il 31 ottobre l’Agenzia di Riscossione invierà ai contribuenti che hanno fatto domanda la comunicazione di accoglimento o meno della stessa.

In caso di accoglimento, il 30 novembre 2019 è la data ultima per il versamento in un’unica soluzione o della prima rata pari al 35% dell’importo dovuto, il 31 marzo 2020 per la seconda rata pari al 20%, il 31 luglio 2020 della terza rata pari al 15%, il 31 marzo 2021 della quarta rata pari al 15% e il 31 luglio 2021 della quinta e ultima rata pari al 15%.

Per il pagamento a rate viene applicato un tasso d’interesse annuo del 2% dal primo dicembre 2019. Se la domanda di saldo e stralcio non viene accolta scatta la rottamazione ter delle cartelle esattoriali per chi ha un’Isee superiore a 20.000 euro, per chi ha unicamente debiti non rientranti nell’applicazione del saldo e stralcio e per chi nella stessa cartella ha debiti che rientrano e non nel saldo e stralcio.

(Foto: www.termometropolitico.it)

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