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Si pagano i servizi del Caf?

Alessandro Crupi - 13 aprile 2019
Alessandro Crupi
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I servizi dei Caf, nella generalità dei casi, si pagano mentre quelli offerti dai patronati no. È questo l’aspetto principale da tenere presente quando ci si rivolge ad uno o all’altro istituto.

I servizi a pagamento dei Caf

La differenza sostanziale tra Caf e Patronato, che poi si riflette sull’onerosità o meno dei servizi erogati, è che i primi sono centri di assistenza fiscale mentre i secondi sono enti riconosciuti dal Ministero del Lavoro.

Il Caf, come è noto, svolge la maggior parte delle pratiche fiscali dei contribuenti e ci lavorano professionisti del settore come consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati, ragionieri e periti commerciali.

Poi ci sono anche i Caaf, ovvero i centri autorizzati di assistenza fiscale, formati dai sindacati.

Tornando ai Caf, i servizi da essi offerti a pagamento sono:

  • dichiarazione dei redditi:
  • modello 730 e modello redditi;
  • calcolo e compilazione F24 Imu e Tasi;
  • dichiarazione Imu;
  • visure catastali e ipocatastali;
  • registrazione contratti di locazione;
  • successioni e volture;
  • richiesta firma digitale;
  • richiesta spid per il cittadino;
  • gestione posta elettronica certificata;
  • gestione rapporto di lavoro colf e badanti.

I servizi gratuiti offerti dai Caf

Ovviamente, per gli iscritti il costo di queste pratiche è ridotto ma i Caf svolgono anche servizi gratuiti, che vengono loro rimborsati dallo Stato. Sono:

  • l’invio delle dichiarazioni Isee, Red, Icric/frequenza, Accas/Ps e Iclav;
  • presentazione delle domande di maternità e di assegni familiari pagati dal Comune, se è prevista un’apposita convenzione;
  • invio di pratiche finanziate dalle regioni o da altri enti locali.
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