0 Condivisioni 652 Leggi tutti gli articoli

Sicilia: Catturati i tre evasi dal carcere di Favignana

La Redazione - 2 novembre 2017
La Redazione
2 novembre 2017
652 Leggi tutti gli articoli
Catturati i tre evasi dal carcere di Favignana

Nella notte tra venerdì e sabato, tre delinquenti detenuti nel carcere di Favignana si erano dati alla fuga segando le sbarre della loro cella e riuscendo ad attraversare il muro di cinta calandosi con le lenzuola unite tra loro. Una scena vista nei film di Vallanzasca che si è ripetuta nella realtà. Tutto questo è avvenuto nel carcere di massima sicurezza di Favignana, in Sicilia.

Il quarto uomo che era recluso nella loro cella era stato imbavagliato. I tre sono riusciti anche ad eludere le telecamere della prigione e la loro fuga non è stata ripresa. Al momento della cattura non avevano abbandonato l’isola e sono stati ritrovati grazie ad un’operazione che ha visto la collaborazione tra il Nucleo investigativo della polizia penitenziaria e i carabinieri di Trapani e Favignana. I tre carcerati si trovavano lì in seguito a delle pesanti condanne. Infatti si tratta di Adriano Avolese, di 36 anni, ergastolano per aver commesso un omicidio, Giuseppe Scardino, quarantenne accusato di rapine e di tentato omicidio a danni di un poliziotto di Ragusa, e il terzo uomo evaso è il suo complice, Massimo Mangione, di 37 anni, condannato a oltre 12 anni.

Sicilia: Catturati i tre evasi dal carcere di Favignana

I tre si trovavano da poco nella stessa cella, ma quel periodo di tempo è bastato per pianificare la fuga. Subito la loro sparizione è scattato l’allarme ed è iniziata la caccia per tutta l’isola dato che per le forze dell’ordine i tre non avrebbero avuto il tempo di organizzare la fuga anche dall’isola. È stato ristretto il campo a tutti i possibili nascondigli. I fuggitivi sono stati individuati mentre cercavano di proseguire la loro latitanza abbandonando Favignana tramite un gommone. Infatti proprio al porto sono stati localizzati da 4 agenti. Due evasi si sono arresi subito, mentre un terzo, Massimo Mangione si sarebbe buttato in mare per non essere arrestato. A questo punto le forze dell’ordine, ormai convogliate in quel tratto, hanno illuminato quella scogliera. Mangione, dopo aver guadagnato nuovamente la riva tentava di scappare dalla spiaggia, ma i carabinieri e la polizia penitenziaria hanno seguito le sue orme lasciate sul terreno dagli indumenti bagnati. A questo punto anche per lui sono scattate le manette. Grande vittoria per le forze dell’ordine che hanno riportato i condannati nuovamente in carcere, senza che potessero diventare una seria minaccia per la cittadinanza. Dalla vicenda è emerso che il carcere di massima sicurezza presenta delle falle nel sistema di videosorveglianza.

[Foto: tg24.sky.it e www.tgcom24.mediaset.it]

Loading...

Vi consigliamo anche