0 Condivisioni 369 Leggi tutti gli articoli

Rinuncia all’eredità: come funziona

Alessandro Crupi - 14 marzo 2019
Alessandro Crupi
14 marzo 2019
369 Leggi tutti gli articoli
Rinuncia-eredità

Esiste l’eredità ma esiste anche la rinuncia all’eredità. Perché qualora l’erede o gli eredi lo ritengano opportuno possono dichiarare di non voler beneficiare del contenuto ereditario che gli spetta.

Casi e condizioni della rinuncia all’eredità

La ragione che porta, nella maggior parte dei casi, alla rinuncia dell’eredità è dettata dalla volontà di non volersi accollare l’alto carico di debiti appartenente alla persona defunta.

Che fine fa l’eredità non più desiderata da chi ne ha diritto? Le possibilità sono due:

  • in caso di successioni legittime tra i parenti viene divisa in misura equa con gli altri eredi, se ci sono. Diversamente essa si trasferisce a chi spetterebbe nel momento in cui muore la persona che vi ha rinunciato;
  • quando ci si trova di fronte, invece, a successioni testamentarie viene divisa equamente tra gli eredi. Se mancano questi ultimi passa agli eredi legittimi.

La rinuncia all’eredità è un atto pubblico da formalizzare con una dichiarazione che dev’essere consegnata ad un notaio oppure al cancelliere del tribunale.

L’atto dichiarativo va posto senza condizioni e termini temporali in quanto la rinuncia è definitiva. Inoltre non si può scegliere di lasciare solo una parte di eredità in quanto la decisione riguarda l’intero “pacchetto”.

Se manca anche uno solo di questi requisiti la rinuncia è nulla, così come lo è se avviene dietro pagamento di un corrispettivo o in favore soltanto di alcuni eredi e non di tutti quelli che ne hanno diritto.

Effetti e documenti della rinuncia

Gli effetti della rinuncia sono retroattivi. I documenti necessari per presentare al tribunale la rinuncia all’eredità sono:

  • certificato di morte in carta semplice. Autocertificazione nel caso si tratti di coniuge, ascendenti o discendenti. Oppure la dichiarazione sostitutiva di certificazione di morte;
  • certificato dell’ultima residenza del defunto;
  • copia del codice fiscale di chi rinuncia;
  • copia del documento d’identità di chi rinuncia;
  • se ci sono eredi interdetti la copia dell’autorizzazione del giudice tutelare.

Modalità e costi della rinuncia all’eredità

Questa documentazione dev’essere consegnata al tribunale della località di domicilio del defunto direttamente dal rinunciante che, se è minorenne, dev’essere rappresentato dai genitori.

Se la rinuncia viene fatta mediante il notaio, invece, la dichiarazione può essere presentata in ogni città, senza alcun vincolo. Caso particolare è quello in cui chi rinuncia ha figli minorenni, che diventerebbero eredi.

In questa circostanza la rinuncia anche per conto dei minori di 18 anni può essere avanzata dopo aver ottenuto l’autorizzazione del giudice tutelare a seguito di istanza al tribunale.

La rinuncia all’eredità cade in prescrizione dopo tre mesi dalla morte di chi l’ha lasciata, in caso di possesso dei beni. Se non c’è quest’ultima condizione entro dieci anni. Per chiedere la rinuncia bisogna sostenere dei costi, che sono:

  • 16 euro per la marca da bollo da apporre sull’atto;
  • 200 per la tassa di registrazione, da versare all’Agenzia delle Entrate tramite modello F23 esclusivamente il giorno dell’atto;
  • eventuale parcella del notaio quando ci si affidi a questa figura professionale.

Per ritirare una copia del documento bisogna attendere circa 40 giorni. All’atto della richiesta di una copia dell’atto di rinuncia all’eredità vanno presentate in cancelleria due marche da bollo, rispettivamente da 16 e da 11,54 euro.

(Foto: www.quifinanza.it)

Loading...

Vi consigliamo anche