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Top Manager. Le università per diventarlo

LaRedazione - 30 novembre 2018
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Top Manager. Le università per diventarlo

Top manager non si nasce, si diventa. E ci sono corsi di laurea accademici ad hoc in Italia funzionali al raggiungimento di questo rilevante obiettivo professionale.

Le università per diventare il nuovo Top Manager

Per diventare, quindi, il nuovo top manager occorre trovare l’istituto che fa al caso proprio e avviare, con entusiasmo, un valido percorso di studi. A livello internazionale, il nostro Paese non sfigura sul piano della formazione destinata a tutti coloro che desiderano intraprendere questa carriera in un importante contesto aziendale. Il riferimento principale per chi vuole acquisire la padronanza degli strumenti propri di un manager al top resta l’Università “Bocconi” di Milano.

Passano gli anni ma esso continua a rappresentare l’istituto accademico più importante sul versante della formazione e che sforna il maggior numero di manager molto qualificati. Ma non è l’unico in quanto, sempre in Italia, contribuiscono attivamente alla causa università illustri come la Luiss di Roma e il Politecnico di Torino. Tra i nomi famosi che questi istituti hanno formato con successo nel panorama dei manager italiani di caratura mondiale spicca quello di Marco Tronchetti Provera. Milanese di nascita, l’attuale amministratore delegato del gruppo Pirelli si è laureato in Economia e Commercio proprio all’Università “Bocconi”, di cui adesso è membro del Consiglio di Amministrazione. E la sua fulgida carriera testimonia la qualità degli studi intrapresi fin da quando era studente.

Un altro nome di grande rilevanza sullo scenario dei top manager mondiali nato e formatosi in Italia è quello di Luca Maestri, attuale Chief Financial Officer della Apple. Nato a Roma, si è laureato alla Luiss della città eterna specializzandosi ulteriormente con un master in Business Administration presso l’Università di Boston nel 1991. Prima di approdare al colosso originariamente concepito da Steve Jobs, Maestri si è fatto strada soprattutto nella General Motors per quasi venti anni della sua vita. All’interno della grande corporate americana operante nel settore dell’automobile si è occupato di far decollare l’appeal di Gm in Asia e Sudamerica.

Ma il suo impegno non si è fermato qui e, tra il 2000 e il 2005, ha gestito personalmente le fasi dell’intesa tra General Motors e Fiat per costituire un’associazione temporanea di imprese. Tre anni dopo è stato parte attiva anche di un’altra joint-venture. Quella tra Nokia e Siemens in cui ha ricoperto il ruolo di Chief Financial Officer, come lo è adesso in Apple e come lo è stato ancora in Xerox tra il 2011 e il 2013. Luca Maestri figura tra i manager e dirigenti più pagati al mondo. Nel 2015 ha infatti guadagnato più di 25 milioni di dollari.

Dal Politecnico di Torino è uscito con successo, invece, Ferdinando Beccalli-Falco, detto “Nani”. Dopo una vita trascorsa in Ge Europe, di cui è stato Presidente a Francoforte, adesso è Ad di Falco Enterprises, che ha sede in Svizzera a Zurigo. Beccalli-Falco ricopre tanti altri incarichi dirigenziali di grande rilevanza. È infatti Senior Operating Executive di Rhône Capital e Chairman di Ask Chemicals, di Ranpak Corp e di Zodiac, oltre che membro del Cda di Neovia Logistics.

L’importanza della formazione

Raggiungere il livello di top manager di una grande azienda o di un colosso internazionale è un obiettivo tanto ambizioso quanto difficile da centrare. Occorrono sicuramente qualità e caratteristiche personali non comuni, tra cui al primo posto figurano una spiccata attitudine alla leadership e una naturale capacità di coordinamento di grandi gruppi di lavoro. Non basta, quindi, la scelta dell’ateneo giusto presso cui formarsi in quanto svolgono un ruolo fondamentale le proprie caratteristiche personali.

Ma l’università di riferimento è altrettanto importante perché senza un adeguato cammino di studi e formazione ad alti livelli, anche il miglior manager potenziale non potrebbe farcela a diventarlo. Così come un’automobile sportiva dotata di un gran motore non potrebbe esprimersi al meglio in pista senza le gomme adatte, chi ha nel dna le qualità per essere un manager di successo non potrà comunque raggiungere l’obiettivo senza le basi tecniche che affinano e completano quelle personali.

In tal senso gli istituti accademici aiutano a far acquisire la padronanza di strumenti come la pianificazione strategica, il controllo dei rapporti tra marketing e vendite e la gestione del personale. E non per ultimo è importante approfondire il legame tra la stessa azienda e il contesto ambientale in cui è inserita.

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