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Totò Riina, Cassazione: “Ha diritto a morte dignitosa”

Emanuele Calderone - 6 giugno 2017
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toto riina

Un 86enne in condizioni di salute precarie può davvero rappresentare un pericolo per la sicurezza dei cittadini? Questa è la domanda che, nelle ultime ore, si sono chiesti i giudici della Cassazione. Può un uomo così anziano essere davvero pericoloso? Il soggetto in questione è Totò Riina, celeberrimo boss di Cosa Nostra, la cui salute, in questo ultimo periodo, sta destando le preoccupazioni dei medici che lo hanno in cura.

Secondo la Cassazione, anche un soggetto come Riina avrebbe diritto a una morte dignitosa e va pertanto discusso se la detenzione possa effettivamente rappresentare un ulteriore elemento di sofferenza.

Sulla questione è intervenuta anche Rosy Bindi, la quale ha detto:

“Totò Riina è detenuto nel carcere di Parma dove vengono assicurate cure mediche in un centro clinico di eccellenza. E’ giusto assicurare la dignità della morte anche ai criminali, anche a Riina che non ha mai dimostrato pietà per le vittime innocenti. Ma per farlo non è necessario trasferirlo altrove, men che meno agli arresti domiciliari, dove andrebbero comunque assicurate eccezionali misure di sicurezza e scongiurato il rischio di trasformare la casa di Riina in un santuario di mafia. In carcere è curato. Non è necessario trasferirlo altrove, men che meno agli arresti domiciliari, dove andrebbero comunque assicurate eccezionali misure di sicurezza e scongiurato il rischio di trasformare la casa di Riina in un santuario di mafia ”.

A sollevare ulteriori critiche sono stati anche i familiari delle vittime di Riina, su tutte Giovanna Maria Celli, presidentessa dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, secondo la quale “Il pronunciamento della Cassazione sulla richiesta di Riina di andare a morire ai domiciliari ci lascia a dir poco basiti. Aspettiamo fiduciosi il pronunciamento del tribunale di sorveglianza di Bologna, un giudice ci sarà pure in questo Paese. Dopo di che per non essere presi in contropiede cominciamo a preparare gli striscioni”.

[fonti articolo: gds.it, tgcom24.mediaset.it, repubblica.it]

[foto: liberoquotidiano.it]

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