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L’arte del pizzaiolo napoletano diventa patrimonio dell’Unesco

La Redazione - 8 dicembre 2017
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L'arte del pizzaiolo napoletano diventa finalmente patrimonio dell'Unesco

La conferma che l‘arte del pizzaiolo è diventata patrimonio dell’Unesco arriva da Maurizio Martina, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. la pizza genera un business di circa 12 miliardi di euro e vengono occupati circa 100 mila lavoratori fissi, più quelli variabili, assunti durante i periodi di alta stagione e i fine settimana che sono circa 50 mila.

Dalla decisione finale presa dall’Unesco si legge che l’arte della pizza non vuol dire soltanto saperla preparare secondo la ricetta originale ma riguarda tutta la cultura che ci sta dietro uno dei piatti più famoso al mondo. Infatti vi sono gesti, canzoni, espressioni, linguaggio, esibizione che sono i più esperti riescono a coniugare trasformando la preparazione dell’impasto in una vera e propria arte. I pizzaioli diventano infatti come degli attori coinvolgendo i loro ospiti in una cucina aperta e a vista. Partendo da Napoli l’arte della pizza si è pian piano diffusa fino a radicarsi completamente nello stile di vita, soprattutto italiano. Diventare pizzaiolo, in alcuni casi può diventare anche un modo per non essere emarginati nella società e avere un posto in essa. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha premiato il lungo lavoro del ministero che già nel 2009 aveva iniziato la redazione di un dossier di candidatura supportato dalle varie associazioni di categoria e dalla Regione Campania. In questo modo sono stati superati anche i pregiudizi di coloro che vedevano questa arte solo come un fenomeno commerciale. Grande lavoro anche per il professore Pier Luigi Petrillo che ne ha curato la candidatura e la delegazione.

Secondo i dati raccolti dalla Coldiretti in Italia si sfornano circa 5 milioni di pizze al giorno e sul tutto il territorio sono diffuse circa 63 mila pizzerie che si occupano anche di asporto o di trasporto a domicilio. Anche i dati riguardanti il quantitativo di ingredienti utilizzati sono impressionanti e lasciano intendere come la pizza crei lavoro e sia apprezzata. Infatti si consumano 200 milioni di chili di farina, altrettanti di mozzarella e di salsa di pomodoro e 30 milioni di chili di olive e olio d’oliva. Il segreto sta sempre nella genuinità dei prodotti e nell’arte di saperla preparare che si apprende con dei buoni maestri e tanta esperienza. La Margherita è quella più richiesta e consumata, a cui si aggiungono anche quelle più elaborate in base ai gusti e alla professionalità dei pizzaioli che possono così sbizzarrirsi nel creare pizze gustose e saporite. La pizza si può degustare in ogni posto del pianeta ma quella napoletana primeggia su tutte proprio grazie all’arte del saperla fare.

[Foto: www.mixerplanet.com]

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