0 Shares 302 Views
00:00:00
18 Aug

Caso Pistorius: nella sentenza d’appello raddoppiata la pena

La Redazione - 24 novembre 2017
La Redazione
24 novembre 2017
302 Views
Caso Pistorius. Nella sentenza d'appello raddoppiata la pena

Nel febbraio del 2013 Oscar Pistoius assassinava la sua fidanzata, la modella Reeva Steenkamp. Un delitto di cronaca che occupò gli spazi dei telegiornali e i i titoli in prima pagina dei maggiori quotidiani. Così come la sentenza di primo grado, che stabilì a sei anni la pena prevista all’atleta per quel reato.

Ma proprio in queste ore è stato accolto il ricorso da parte degli avvocati della famiglia Steenkamp, e la corte d’appello sudafricana ha aumentato la pena a tredici anni e cinque mesi. Naturalmente a Pistorius sarà scalato il periodo di reclusione che ha già scontato, tra carcere e domiciliari, ma oggi si scrive davvero un nuovo capitolo per quanto riguarda l’applicazione della legge in Africa.

Il portavoce della famiglia Steenkamp ha rilasciato un comunicato ai media in cui ha voluto esprimere tutta “la sua fiducia verso la magistratura e nella giustizia”. L’incremento della pena a Pistorius, bisogna dirlo, è un fatto senza precedenti nella storia giuridica di questo Paese, anche perché gli avvocati della difesa sono riusciti a dimostrare che, la condanna di sei anni a suo carico, era inconsistente.

Quel giorno di San Valentino del 2013, quando il corpo della bellissima Reeva fu ritrovato nel bagno del suo appartamento colpito da quattro proiettili, il primo indiziato fu il fidanzato: il campione paralimpico, infatti, utilizzò la sua pistola per colpire la giovane fidanzata. Ma nel processo a suo carico Pistorius ha sempre sostenuto di aver sparato a quello che lui credeva un ladro.

Incidente o delitto premeditato? Questa domanda ha diviso i media tra innocentisti e colpevolisti. Sta di fatto che, da allora, è iniziato un iter giudiziario lungo e complesso che ha suscitato l’interesse dell’opinione pubblica. Nell’ottobre del 2014 la prima sentenza: omicidio colposo e annessa pena a cinque anni di reclusione. C’è voluto però un immediato ricorso da parte del collegio difensivo per trasformare il movente in omicidio volontario.

In seguito, il caso è giunto fino alla corte di Pretoria e il consiglio superiore della magistratura ha controllato gli atti e giudicato la prima condanna elargita nei confronti di Pistorius “troppo indulgente”. Tante le attenuanti, dunque, che hanno condotto a un riesame che è durato altri tre anni, ma finalmente sembra si sia arrivati a una pena più giusta e severa per un omicidio del genere.

In un momento storico come questo, in cui il femminicidio è in aumento costante, sono tanti i casi di donne ammazzate brutalmente e di condanne sin troppo morbide neiconfronti dei loro aguzzini. Bisognava dare un segnale di credibilità. E la vicenda processuale di Pistorius dimostra che la giustizia può ancora essere applicata senza pregiudizio.

[Foto: www.lettera43.it]

Loading...

Vi consigliamo anche