0 Condivisioni 496 Leggi tutti gli articoli

Gerusalemme non sarà la capitale di Israele

La Redazione - 22 dicembre 2017
La Redazione
22 dicembre 2017
496 Leggi tutti gli articoli
Gerusalemme non sarà la capitale di Israele

Nella sede dell’Onu, l’Assemblea Generale ha approvato con una maggioranza larghissima, la risoluzione che era stata presentata dalla Turchia e dallo Yemen in cui si esprimeva una condanna nel fatto di riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato di Israele, così come aveva chiesto a gran voce l’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Quest’ultimo, amareggiato dalla sconfitta, ha ribadito che il suo Paese ricorderà questo giorno. Sono state proprio queste le parole dell’ambasciatrice statunitense Nikki Haley, presente nell’assemblea. Sono state fatte anche minacce di tagliare i fondi che l’America elargisce a piene mani all’Onu.

Anche l’Italia ha votato a favore della risoluzione. Questa scelta è stata presa anche come buona notizia da parte dei palestinesi che hanno avuto così l’appoggio internazionale. In base alla legge internazionale, infatti proprio Gerusalemme risulterebbe un territorio occupato. Nabil Abu Rudeineh, il portavoce del presidente della Palestina, Abu Mazen, ha ribadito che la loro lotta continuerà anche nell’Onu e nelle organizzazioni internazionali, per mettere fine all’occupazione e a far rifiorire lo stato della Palestina.

Intanto sull’altro fronte, Gerusalemme ha ringraziato l’appoggio avuto dal presidente Trump e ha respinto con forza la decisione presa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Sono stati ringraziati anche tutti i paesi che non hanno votato a favore della risoluzione. Questo è quanto emerso in una nota di Benjamin Netanyahu, premier israeliano. Tra i paesi che hanno votato contro la risoluzione vi sono stati, oltre gli Stati Uniti, anche il Togo, l’Honduras, Isole Marshall, Micronesia, Nauru e il Guatemala. Alcuni invece si sono astenuti, come il Canada, la Polonia, la Romania, Argentina, Croazia e la Repubblica Ceca. Sono stati invece 128 i Paesi che si sono dichiarati a favore della risoluzione. Intanto gli Stati Uniti hanno già dichiarato che sposteranno la loro ambasciata a Gerusalemme. Dura la reazione del ministro turco Mevlut Cavusoglu, a seguito delle minacce degli Usa, accusando questa potenza di bullismo e ribadendo il fatti che, sebbene questa nazione è molto forte, non vuol dire che abbia ragione sempre, e che cinque potenze non fanno il mondo. Il premier israeliano ha definito l’assemblea delle nazioni come la casa delle bugie, stabilendo che la loro capitale sarà Gerusalemme, indipendentemente dalla risoluzione dell’ONU. Ora bisognerà attendere ulteriori sviluppi e cercare di non alimentare ancora questa frattura tra Israele e Palestina, che dura ormani da decenni e che sembra lontana dalla soluzione.

[Foto: www.culturaacolori.it]

Loading...

Vi consigliamo anche