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Paul Manafort, l’ex capo della campagna elettorale di Trump, accusato di cospirazione

La Redazione - 31 ottobre 2017
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Paul Manafort, l'ex capo della campagna elettorale di Trump, accusato di cospirazione

Manafort è stato arrestato e rischia la galera con le accuse di riciclaggio ed evasione fiscale. Proprio lui che ha aiutato il Presidente degli USA Trump ad arrivare ai vertici del governo e alla Casa Bianca.

Partendo dal principio che per legge il governo può perdonare solo i reati federali e non quelli statali ci si chiede se potrà ottenere solo il perdono o essere spostato da un carcere federale a uno statale. Su Manafort pende anche una condanna a New York. A lanciare un allarme sul Russiagate è proprio l’ex capo della National Intelligence dei servizi federali segreti: James Clapper. Per decenni ha svolto il suo lavoro in assoluto silenzio nelle opere di spionaggio. Negli ultimi tempi però è uscito allo scoperto rilasciando addirittura interviste con i giornalisti, diventando un ospite fisso negli studi della CNN. Ora è diventato l’accusatore principale di Trump. Durante l’inchiesta di Robert Mueller in base al Russiagate ha dichiarato che a vicenda delle infiltrazioni russe ha conseguenze più gravi di quelle avute con il Watergate poiché stavolta il nemico straniero interferisce in maniera diretta sul processo politico statunitense mirando a controllare il sistema democratico. Lo scandalo del 1974, che portò alle dimissioni di Nixon invece fu relativo soltanto al paese. Ora gli Stati Uniti, secondo Clapper, dovranno guardarsi più volte dal nemico e alzare i livelli di guardia.

I servizi segreti hanno ammesso che il caso è stato trattato con sufficienza poiché avevano capito che le infiltrazioni russe utilizzavano le reti sociali, i social media e su un sistema di comunicazione molto sviluppato. Infatti la loro invasione si è focalizzata sulla pubblicità che veniva indirizzata a gruppi di utenti ben definiti e sull’azione di falsi attivisti a sostegno di cause degli avversari di Trump. Tali manovre, secondo Clapper, non hanno solo influenzato l’andamento dei risultati delle elezioni, ma hanno contribuito a creare una divisione netta interna tra il popolo. Secondo il numero uno dei servizi segreti la Casa Bianca era a conoscenza di quanto stava accadendo ma non ha reagito poiché Trump ha definito il Russiagate una presa in giro, un’invenzione dei giornalisti e dei suoi accusatori. Ha accusato inoltre Clapper di essere un nazista e di aver abusato dei suoi poteri. In questo modo Putin ha vinto e si sentirà in dovere di continuare imperterrito a violare i patti precedenti, soprattutto quelli sulle armi nucleari. L’ex agente segreto ha ammesso anche che la rimozione di Trump farebbe solo bene al Paese.

[Foto: www.lettera43.it]

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