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14 Aug

Ballottaggi enti locali, frana il PD

La Redazione - 25 giugno 2018
La Redazione
25 giugno 2018
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ballottaggi

Nei ballottaggi per il rinnovo dei consigli comunali frana il PD. Salgono ancora la Lega ed il Movimento Cinque Stelle.

Risultati ballottaggi

C’era molta attesa per la tornata elettorale di ieri con i vari ballottaggi. In ballo c’erano molti centri di media grandezza dislocati lungo tutta la penisola.
In particolare gli occhi degli osservatori erano puntati sulla Toscana rossa, ove il PD si giocava città come Siena, Pisa e Massa.Il risultato finale è stato devastante per i democratici, praticamente espulsi dalla regione. Se si fa eccezione per Firenze, ancora in mano a Nardella.

A raccogliere i resti di quello che era considerato sino a qualche anno un vero e proprio feudo della sinistra è stato il centrodestra a trazione leghista. Il partito adesso si candida anche alla guida della regione. Considerato come manchi solo un anno al rinnovo dell’assemblea presieduta da Enrico Rossi, da tempo passato a LeU.
Il centrodestra sfonda anche in un altro centro simbolico, ovvero Terni, città operaia in cui il PD era stato escluso sin dal primo turno. A vincere è infatti Leonardo Latini, che batte nettamente il candidato del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca. Anche in questo caso l’ipoteca del centrodestra per le regionali del prossimo anno è abbastanza evidente.

Vince anche il M5S

Il movimento fondato da Beppe Grillo, a sua volta, può rallegrarsi per la vittoria imprevista di Avellino. Qui il centrodestra aveva sfiorato il successo nel primo turno. Inoltre M5S porta a casa il comune di Imola, altro centro un tempo rosso che ha deciso di voltare le spalle al centrosinistra. Conferma anche ad Acireale, ove il movimento già governava. Grazie a questi risultati, Di Maio può quindi proclamarsi tra i vincitori di questa tornata, soprattutto alla luce del fatto che ancora una volta M5S ha preferito correre da solo, senza stringere alleanze.

Esce praticamente a pezzi dalle urne il Partito Democratico. La scelta di Matteo Renzi di escludersi dal gioco politico si dimostra assolutamente fallimentare. A pesare a livello simbolico è soprattutto la vera e propria disfatta in Toscana. Un risultato che pone peraltro molti dubbi sulla possibile tenuta del partito nell’immediato futuro.

Già nelle prime ore successive alla chiusura delle urne, l’ex ministro Calenda si era infatti affrettato ad evocare la necessità di un vero e proprio fronte repubblicano in grado di andare oltre il PD. Resta soltanto da capire in quale direzione dovrebbe muovere un soggetto politico di questo genere, considerato come l’elettorato abbia fatto capire il suo gradimento per gli orientamenti messi in mostra dall’esecutivo in questo primo mese di vita.

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