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Elezioni 4 marzo: botta e risposta a distanza tra Berlusconi e Meloni

Gianfranco Mingione - 6 febbraio 2018
Gianfranco Mingione
6 febbraio 2018
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Meloni_contro_Berlusconi_su_possibilità_governo_larghe_intese

Larghe intese sì o no? L’ex premier, intervistato da Agorà, ha escluso la possibilità di formare un governo di larghe intese con il Partito democratico e ribadito che, “se non ci sarà una maggioranza sarebbe necessario ritornare alle urne”. Il leader di Forza Italia ha parlato anche della grande coalizione tedesca che si appresta nuovamente a governare la Germania: “Io non sono d’accordo con la parola inciucio. In Germania c’è da 70 anni una coalizione fatta alla luce del sole che va distinta da un accordo segreto tra i partiti”. Un passaggio che ha provocato la dura reazione di Giorgia Meloni, probabilmente anche per la decisione di Berlusconi di non partecipare, il prossimo 18 febbraio, alla manifestazione “anti-inciucio” promossa dal suo partito.

Meloni contro le larghe intese. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha prontamente risposto all’ex premier con un post su Facebook: “Rimango basita di fronte alle parole di Silvio Berlusconi che apre alla possibilità di ‘coalizione allargata’ e dice che non parteciperà alla manifestazione del 18 febbraio promossa da Fratelli d’Italia a Roma per dire no agli inciuci. Ma è un atto di chiarezza. Gli italiani ora sanno che Forza Italia si dice disposta a un altro governo con Renzi, mentre Fratelli d’Italia no. Scelgano il prossimo 4 marzo quale opzione preferiscono”.

La replica del leader di Forza Italia. Berlusconi ha affidato all’Ansa la sua replica alla Meloni: “Non ho mai parlato di coalizione allargata, lo escludo nella maniera più assoluta, non so dove abbia potuto sentire queste parole Giorgia Meloni. Sono convinto che la nostra coalizione otterrà la maggioranza dei voti si alla Camera che al Senato. Ho parlato della differenza tra coalizione che è quello che avviene in Germania con una trattativa seria sul programma a cui auguro di superare il momento di stasi. Altra cosa è l’inciucio, un accordo segreto, questo è da escludere”.

Senza maggioranza si torna alle urne. L’ex premier ha ribadito che per lui sarà necessario il ricorso alle urne: “ove non avessimo la maggioranza non ci sarebbe possibilità di un accordo chiaro con la sinistra responsabile della situazione in cui oggi si trova il nostro Paese con un incremento enorme dell’immigrazione, della povertà, della disoccupazione, della pressione fiscale e un forte incremento del debito pubblico che noi e i nostri figli dovremmo pagare”.

(Foto: Termometro Politico)

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