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Matteo Renzi condanna il blitz nazista in un centro pro migranti

La Redazione - 30 novembre 2017
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Matteo Renzi condanna il blitz nazista in un centro pro migranti

L’aggressione di un gruppo di naziskin nella sede dell’associazione Como Senza Frontiere, una comunità che assiste e si occupa di migranti, ha scatenato nuove polemiche. In merito alla questione è intervenuto anche Matteo Renzi, leader del Partito Democratico, in questi ultime settimane impegnato nel suo tour ferroviario.

L’ex Presidente del Consiglio ha condannato il gesto con assoluta fermezza, ritenendo che anche le altre forze politiche debbano impegnarsi in prima linea e denunciare quanto accaduto. L’appello di Renzi e del PD diventa quindi una frecciatina alla Lega Nord e a Fratelli d’Italia, che sul blitz neonazista avvenuto a Como si sono fatti sentire tramite i loro leader.

Il primo a parlare è stato Matteo Salvini l’incidente di Como è un’azione “poco elegante” (così l’ha, infatti, definita il segretario del Carroccio), specificando che non si entra in casa d’altri se non invitati, ma che non ci sono stati gesti di violenza, solo la lettura di un volantino da parte del Veneto Fronte Skinhead.

Inoltre, per Salvini, il blitz dei naziskin evidenzierebbe un problema che non riguarda solo il Veneto, ma tutti gli italiani: quello dell’accoglienza. Sulla stessa lunghezza d’onda si espressa in merito ai fatti anche Giorgia Meloni, che, pur ritenendo inaccettabile quanto avvenuto a Como, prende però le distanze dalle dichiarazioni di Renzi.

“Non è un atto di violenza” ha spiegato la leader di Fratelli d’Italia durante la trasmissione di La7 L’Aria che Tira. Per la Meloni i tentativi di Renzi di sfruttare i fatti di Como per screditare la destra sembra chiaro. Anzi, in merito, ha ricordato ai telespettatori del programma condotto da Myrta Merlino che sono spesso i gruppi dei centri sociali ad aggredire chi non la pensa come loro e a distruggere intere città (evidente il richiamo ai fatti tragici del G8 del 2001).

La questione però è ancora aperta e la discussione si sta sviluppando sul web, ma Renzi, di certo, non si nasconde. Sul suo profilo Twitter è tornato sulla vicenda e ha voluto ricordare che non si possono assolutamente accettare intimidazioni di tipo fascista.

Quello della destra estrema sta diventando un problema non solo in Italia, ma in tutta Europa. Nel centro pro migranti di Como, per fortuna, non sono avvenuti scontri o tafferugli, ma solo la lettura di volantini che hanno lo scopo di intimidire. Ma, soprattutto, di convincere gli italiani che c’è un nuovo nemico da abbattere: lo straniero.

Salvini non ci sta e replica all’ex Premier: “Il problema in Italia è Renzi e non i presunti fascisti”. Sta di fatto che fu in un clima di grandi dissapori sociali come quelli in cui stiamo vivendo che, molti anni fa, salirono al potere personaggi come Hitler e Mussolini. Che la storia possa ripetersi ancora una volta?

[Foto: www.adnkronos.com]

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