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Profili e dati usati per fini elettorali: l’Italia chiede i danni a Facebook

La Redazione - 11 aprile 2018
La Redazione
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Il terremoto che nei giorni scorsi ha colpito il colosso californiano creato da Mark Zuckerberg è appena agli inizi. Soprattutto la gestione della privacy e il trasferimento di dati che riguardano milioni di utenti verso la Cambridge Analytica per fini elettorali è il classico vaso di Pandora.

Italia chiede danni a Facebook

L’Italia, come altri paesi, si dichiara parte lesa e chiede di applicare le sanzioni previste dal regolamento europeo, che diventeranno operative già a partire dal prossimo 25 maggio. Il Garante della Privacy intende fare chiarezza sulla questione e capire come ricevere un beneficio economico denunciando Facebook.

La questione è, nella sua semplicità, chiara: la Cambridge Analytica gestiva i profili italiani. Uno scambio illecito di informazioni che ha colpito milioni di nostri utenti e che, fa sapere il Garante, sono molti di più di quanti dichiarati nel suo comunicato da Facebook.

Cambridge Analytica: Applicazione utilizzata

Tramite un’applicazione chiamata “This is your digital life“, che gli utenti Facebook installavano nel loro social, la Cambridge Analytica riceveva informazioni e dati sensibili utilizzati poi per fini elettorali. Proprio in queste ore i profili italiani che hanno subito questo “trattamento” stanno ricevendo dei messaggi nella loro pagina Facebook in cui li si informa della probabile violazione.

Anche WhatsApp è rimasta coinvolta nello scandalo. L’applicazione di messaggistica più utilizzata nel nostro Paese permetteva a varie società di accedere a informazioni senza il consenso degli interessati. Ed è questa la responsabilità di Zuckerberg. Quella di aver permesso a organi esterni di manipolare i nostri profili.

Manipolazioni politiche

Manipolazioni di tipo politico perché, in base alle ultime indagini condotte, alcuni dei profili falsi su cui fluivano le informazioni avevano come parola chiave “Salvini“. Basti pensare alla campagna elettorale di Donald Trump e a come l’entourage del Presidente abbia utilizzato i dati rilevati dalla Cambridge Analytica per vincere le elezioni.

Il 10 aprile a Bruxelles c’è stata una riunione tra i Garanti della Privacy europei. Anche l’Italia ha partecipato e l’obiettivo di questo incontro è stato quello di capire quale strategia adottare nei prossimi giorni. La task force italiana ha ribadito l’intenzione di aumentare i controlli e di risalire a tutti i profili Facebook violati.

Insomma, la gestione della privacy per fini elettorali o per manipolare il pensiero e indirizzare milioni di persone verso precise scelte di marketing non è fantasia dei soliti “complottisti” ma realtà. E se questo scandalo servirà a inasprire i controlli, l’Europa deve capire se la multe nei confronti della Cambridge Analytica andranno contestate in Gran Bretagna. Si tratta della nazione in cui si trovano gli uffici dell’azienda, oppure in Irlanda, dove ha sede ufficiale Facebook.

[Foto: improntaunika.it]

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