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Asgardia: la prima nazione spaziale in viaggio nel cosmo

La Redazione - 17 novembre 2017
La Redazione
17 novembre 2017
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Asgardia. La prima nazione spaziale in viaggio nel cosmo

Quello di Asgardia è un progetto nato ufficialmente più di un anno fa e che ha suscitato l’interesse di vari esponenti di spicco tra pensatori e scienziati. Ed è anche il nome del satellite artificiale scaraventato in orbita dal razzo ATK Antares domenica scorsa (e da cui si staccherà tra un mese esatto) con lo scopo di lasciare la terra per poi addentrarsi negli oscuri meandri dell’universo.

Il satellite porta il nome di un movimento nato sulla terra nel 2016. Ideato dallo scienziato Igor Ashurbeyli, esso può contare sul supporto di Ram Jakhu, autore di importanti libri sulla ricerca spaziale e professore presso la McGill University.

Per quanto riguarda le dimensioni, il satellite Asgardia è una piccola scatola che contiene, al suo interno, il simbolo di una nuova nazione e i principi della loro Costituzione monarchica, insieme ai dati di centoquindicimila asgardiani provenienti da ogni parte del mondo.

Gli asgardiani sono quindi i primi terrestri che hanno iniziato a pensare a una futura colonizzazione del cosmo, e a ideare un esperimento dalle sottili implicazioni politiche: Asgardia, infatti, è pur sempre una sorta di stazione orbitante, o stato a sé, intorno alla Terra, nonostante sia solo una piccola scatola. Ma, pur non avendo al suo interno degli esseri umani, rappresenta un tentativo sotto certi aspetti poetico di rivendicare e costituire una sorta di “regno spaziale”.

Diciamocelo pure: gli asgardiani sognano di lasciare il nostro pianeta perché sommerso dai problemi climatici e dalle guerre. Per ora il movimento creato da Ashurbeyli si basa su presupposti teorici e deve accontentarsi di mantenere i piedi ben saldi per terra. Ma cosa succederà quando la tecnologia ci consentirà di inviare degli uomini nello spazio? Si creeranno degli stati indipendenti e dotati di una loro amministrazione?

Fa sapere l’Outer Space Treaty (ente che si occupa di una materia come il diritto spaziale e della messa in orbita di veicoli tecnologici) che esistono delle specifiche responsabilità sul lancio di oggetti nello spazio. Ma questo non è un dilemma per gli asgardiani: nel loro sito ufficiale ci sono state oltre trecentomila richieste di registrazione, un segnale che testimonia l’efficacia di questa idea utopica.

Insomma, se diamo uno sguardo al futuro lontano possiamo notare che gli scenari ideati da scrittori come Isaac Asimov potrebbero diventare realtà. Per ora il satellite Asgardia è solo un concetto di nazionalizzazione dello spazio nato sul nostro pianeta, ma la speranza di tanti è che, tra qualche anno, si possa davvero abbandonare la Terra per fondare delle vere e proprie stazioni orbitanti. Con tanto di esseri umani a bordo.

[Foto: www.digit.in]

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