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15 Aug

Fecondazione e fertilità: riprodotti in laboratorio i primi ovociti umani

La Redazione - 9 febbraio 2018
La Redazione
9 febbraio 2018
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Ovociti umani in provetta

Si tratta di una scoperta straordinaria che permetterà di compiere dei passi avanti per la medicina rigenerativa, ed è stata compiuta dall’Università di Edimburgo. Nei loro laboratori scientifici, un’equipe di medici è riuscita a sviluppare in provetta una cellula prelevata dal tessuto ovarico e a renderla fertile.

I risultati di questo esperimento sono stati pubblicati su Molecular Human Reproduction, e hanno fatto, in tempi rapidi, il giro del mondo. La possibilità di coltivare in laboratorio gli ovociti, ossia quelle cellule che si occupano della riproduzione, consentirà alle donne malate di cancro di riprendere la propria fertilità. In questo modo, prima della chemioterapia, si potrà congelare un campione di ovociti e preservarli per il futuro.

Passi futuri nello studio delle cellule rigenerative

Lo staff di ricercatori guidati da Evelyn Telfer, dottoressa che da trent’anni si occupa di tutto quanto concerne le cellule rigenerative, ha iniziato a prelevare del tessuto organico da alcune pazienti sottoposti a operazioni chirurgiche. Il passo successivo è stato di coltivare, mediante sostanze chimiche, gli ovociti e di renderli fertili. In modo del tutto scientifico.

Il prossimo obiettivo della Telfer è di riuscire a rendere sani tutti gli ovociti trattati artificialmente. Lo studio, infatti, è ancora in fase di sviluppo e tanti sono gli interrogativi in merito. Perché negli ovociti prelevati, e poi coltivati in laboratorio, si è notato un’anomalia che riguarda il globulo polare, molto più grande rispetto a quanto dovrebbe essere.

I contro dello studio

Questo potrebbe comportare dei problemi nel caso di una fecondazione assistita? E’ la grande domanda che lo stesso team della Telfer si sta ponendo. Ma non solo loro, anche il Comitato di Bioetica ritiene di procedere con cautela verso questa direzione, promuovendo l’iniziativa di riprodurre gli ovociti e di utilizzarli per le malattie degenerative.

Il Presidente del Comitato di Bioetica Lorenzo D’Avack però ha condannato l’utilizzo degli ovociti in provetta per quanto riguarda la procreazione umana. Si tratterebbe di un metodo invasivo e che non garantirebbe la sicurezza del paziente. In questi casi si tratta anche di una scelta etica che va discussa in altre sedi.

Ma la scienza va avanti così come lo studio delle cellule riproduttive che, fa sapere la Telfer, continuerà. In merito si è espressa anche Cristina Argaiz, uno dei massimi conoscitori dell’embrione umano, che ha invitato alla cautela.

Gli ovociti artificiali sono stati prelevati da donne fertili che non superano i trent’anni. Il problema riguarda le pazienti sterili più anziane e se su di loro questa nuova terapia fertilizzante potrà avere successo. Insomma, le domande sono tante, ma lo studio sugli ovociti è ancora all’inizio e, per avere delle risposte esaurienti, bisognerà ancora aspettare.

[Foto: www.healthline.com]

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