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Bonus Malus assicurazione auto: arriva la fine?

LaRedazione - 25 maggio 2018
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25 maggio 2018
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Assicurazione auto

Nella società del web e della ricerca di soluzioni anche non territoriali in ogni ambito, dall’E-commerce alla ricerca di biglietti per voli aerei, di case vacanze, sino alla determinazione di rapporti bancari anche solamente digitali, senza nessun rapporto tra il cliente e l’impiegato allo sportello o al funzionario in ufficio, ha messo in condizione l’offerta di raggiungere chiunque, in ogni luogo, ponendo come base l’alta competitività, una vera giungla mediatica nella quale sopravvive chi riesce a proporre l’offerta più intrigante. Un esempio? Questo sito dedicato alle assicurazioni ed alle offerte ne è una prova concreta di quanto questo mondo si sia evoluto.

Ciò vale anche in ambito assicurativo e ciò per certi aspetti è stato un bene considerando l’era pre-internet come un periodo nel quale a volte si creavano ‘cartelli’ delle compagnie assicurative i quali, di comune accordo, rialzavano prezzi contrattuali con accordi compatti, incrementi alle volte anche superiori al’inflazione reale.

Il ‘bonus malus’ sembra sia sul punto di andare in pensione

Tutto cambia: ‘omnia mutantur’ come vorrebbero i nostri antenati di lingua latina, una saggezza che è secolare e che ben si presta a quest’era in rapida, a volte troppo, evoluzione, comunque cambiamento nei rapporti commerciali, in questo caso assicurativi. In quest’ottica anche il classico rapporto di assicurazione basato sul ‘bonus malus’, dopo ben quarant’anni di servizio sembra sia sul punto di andare in pensione. In questi giorni infatti l’IVASS, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, ha inaugurato un tavolo plenario coinvolgendo tutte le figure coinvolte alla ricerca di una soluzione equa per assicurati e compagnie specifiche al fine di modernizzare i rapporti contrattuali, superando la logica del bonus malus, introducendo nuove formalità e nuove tipologie contrattuali.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando, analizziamo nello specifico cosa s’intende per bonus malus.

Cos’è il bonus malus e come funziona?

Abbiamo detto che il sistema bonus malus esiste da quarant’anni, una formula che è stata vincente ed equa ma che oggi, complice l’inasprirsi delle sanzioni riferite al codice della strada, le quali hanno maggiormente responsabilizzato gli autisti terrorizzati dalla potenziale perdita della patente o di ricevere multe salate, hanno determinato una percentuale altissima di autisti nelle prime classi di merito.

Ciò dovrebbe essere un sentimento condiviso come radicamento civile e non riferito al ricevimento di sanzioni, ma, si sa, i soldi sono un deterrente, così come le pene giudiziarie, su quello hanno fatto leva i legislatori. Infatti il bonus malus altro non è che il pagamento del premio assicurativo riferito alla suddivisione in categorie d’appartenenza, un’osservazione su lungo periodo del comportamento del guidatore il quale pagherà il premio in base ad un sistema meritocratico.

Considerando quindi le classi d’ingresso, nelle quali, ovviamente, il pagamento del premio è maggiore rispetto alle classi più basse, tali classi possono essere ‘scalate’ verso il basso in assenza d’incidenti, quindi, mantenendo uno stile di guida attento e civile, in pochi anni il premio pagato si assottiglia.

Un sistema oggi obsoleto che richiede un’attenta analisi ed una nuova strategia contrattuale, equa per le controparti, questa è la volontà dell’IVASS che in questi giorni ha iniziato le valutazioni e la formulazione di una nuova era assicurativa di superamento del concetto di bonus malus.

Quali limiti andrebbero superati?

Quali sono i limiti attuali riscontrati, e questa valutazione progettuale sta avvenendo anche in sede europea, non solo italiana; quali limiti andrebbero superati?
Innanzitutto è d’obbligo il superamento della quota assicurativa annuale pagata relativa alla residenza, quindi un premio di tipo geografico, così anche relativa alla tipologia del veicolo.

Allo studio dell’IVASS, collaborando assieme alle maggiori compagnie assicurative che hanno raccolto la volontà di un cambiamento ponderato, ci sono strategie legate principalmente all’effettiva capacità del guidatore, al suo comportamento su strada non solo riferito agli incidenti ma anche alle infrazioni ricevute.

La volontà è quella quindi di premiare chi si pone alla guida di un’autovettura, o di un mezzo a due ruote, non importa, il discorso è generalizzato in ogni ambito, con coscienza, rispetto del codice, stimolo al porsi al volante conscio del fatto che la guida esemplare sarà ripagata.

Al contrario, una sorta di legge del contrappasso, il guidatore disattento, dal comportamento non civile su strada, riceverà premi assicurativi maggiori, questo è il sentimento attuale che si respira nel tavolo di analisi, un processo che non sarà breve perché la volontà espressa da IVASS e compagnie assicurative non è quella di imporre prezzi più alti ma di proporre un sistema equo e meritocratico.

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