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Google blocca le app che vendono Marijuana

Martina Manoni - 2 giugno 2019
2 giugno 2019
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google blocca app mariujana dal play store

Google blocca tutte le app che vendono marijuana. Il colosso di Mountain View ha deciso di mettere al bando dal Play Store tutte le applicazioni che vendono in modo esplicito cannabis e droghe leggere. D’ora in poi ci saranno dunque nuove regole per gli sviluppatori, saranno fuorilegge tutte le applicazioni che commercializzano o facilitano la vendita di marijuana o sostanze contenenti il Thc, uno dei principi attivi della cannabis. Il divieto inoltre verrà applicato a prescindere dalla legalità delle sostanze. Questo vuol dire che, anche se in alcuni stati come la Florida o Washington, la vendita di cannabis è legale, sul Play Store non dovranno esserci app che vendono marijuana.

Google blocca app che vendono marijuana, acquisti sì ma sui siti esterni

Dopo la decisione di Google di bloccare le app che vendono marijuana, gli sviluppatori avranno 30 giorni di tempo per aggiornare le condizioni e renderle conformi alla nuova normativa. Per mettersi in regola, come dichiara Google, sarà sufficiente eliminare dalle applicazioni la possibilità di acquistare sostanze stupefacenti. È sufficiente dunque che la compravendita avvenga al di fuori dell’app, su un sito esterno. Le polemiche dopo la decisione di Google sono state tante, specialmente dalle società che vendono cannabis terapeutica come Eaze.

“La decisione di Google è uno sviluppo deludente che serve solo a far prosperare il mercato illegale”, ha dichiarato un portavoce dell’azienda. La marijuana non è l’unico prodotto a cui Google ha posto un freno. Le regole mettono al bando anche le app che facilitano la vendita di tabacco – incluse le sigarette elettroniche – o che incoraggiano un uso irresponsabile di sigarette e alcolici.” Le app che vendono marijuana sono state bloccate anche dal colosso Apple, per le medesime motivazioni.

Google blocca le app che vendono marijuana e le false app di criptovalute

Google Play ha deciso di mettere un freno anche alle app fasulle di criptovalute. Nel mirino anche le false app di Trezor che rubano le credenziali di accesso ai wallet delle monete virtuali. In quest’ultimo periodo il valore del Bitcoin ha toccato livelli mai raggiunti prima, e i criminali informatici hanno sfruttato il momento per mettere in pratica azioni illecite. Tra queste c’è l’app Trezor Mobile Wallet che rimandava ad un’altra falsa app chiamata Coin Wallet.

“Quest’ultima app – spiegano gli esperti della multinazionale di Bratislava – si presentava come strumento per permettere di creare wallet per varie criptovalute, mentre induceva i malcapitati a trasferire le monete virtuali nei wallet degli hacker, secondo il tipico schema del cosiddetto wallet address scams”. Per evitare truffe legate alle criptovalute è bene dunque utilizzare solo app legate ai siti ufficiali.

[Foto: www.marijuanatimes.org]

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