0 Shares 259 Views

Il bracciale Amazon e la rivoluzione tra gli scaffali del magazzino

LaRedazione - 5 marzo 2018
LaRedazione
5 marzo 2018
259 Views
cultura a colori

In Italia non ci sarà mai”. Parola del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che ha cassato senza appello il chiacchieratissimo braccialetto di Amazon.

Il colosso dell’e-commerce ha brevettato questo dispositivo per ottimizzare i processi di stoccaggio e movimentazione merci nei magazzini: si tratta di un bracciale wireless, che tramite un sistema di realtà aumentata e segnali elettronici, invia agli addetti i dati sulla  posizione nelle scaffalature

Amazon Prime

Amazon Prime gratuito

dei prodotti da prendere e preparare per la spedizione. Pare che il dispositivo sia in grado di monitorare con precisione i movimenti di chi lo indossa, vibrando per orientare le mani nella giusta direzione.

Insomma, stiamo parlando di un’innovazione per rendere le attività di magazzino più fluide e veloci, tramite il suggerimento dei passaggi corretti, ma anche di una potenziale forma di controllo che, secondo il Garante della Privacy, metterebbe a rischio la privacy stessa del lavoratore e che per questo non potrà essere usata in Italia.

Bracciale elettronico di Amazon

Foto: si.wsj.net

Il braccialetto. Per alcuni metafora dell’alienazione contemporanea del lavoratore e dello sfascio dei diritti sindacali, per altri simbolo dei paradigmi produttivi che cambiano ed inesorabilmente si evolvono. 

La sfida ossessiva per chi governa è di costruire lavoro di qualità e non lavoro con il braccialetto”, ha detto il premier uscente Paolo Gentiloni, facendo eco alle parole – poco favorevoli nei confronti di Amazon e della sua ultima trovata – di Calenda.

Eccezion fatta per il Presidente della Repubblica, sul dispositivo si sono pronunciate tutte le massime cariche dello Stato. “È un brutto film di fantascienza”, ha detto il Presidente del Senato Pietro Grasso; Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha twittato parlando di “modalità degradante e offensiva per la dignità lavoratori”.

Amazon ha chiarito in una nota: “Nei Paesi in cui operiamo rispettiamo in maniera rigorosa tutte le regolamentazioni in materia di lavoro”, aggiungendo che le innovazioni tecnologiche adottate negli ultimi anni hanno avuto il solo scopo di supportare i dipendenti “durante il loro lavoro e rendere i processi più semplici ed efficaci”. La multinazionale di Jeff Bezos ha posto l’accento sul risparmio di tempo reso possibile dal braccialetto intelligente, più che sulle sue funzioni di sorveglianza sui dipendenti indaffarati tra scaffalature industriali stracolme di merci. 

Bracciale elettronico di Amazon

Flash mob a Roma contro il bracciale elettronico di Amazon Foto: ansa.it

Non è la prima volta che Amazon finisce sotto i riflettori per le condizioni di lavoro dei dipendenti, pagati poco e robotizzati nelle funzioni, colpa di ripetitive operazioni stile catena di montaggio e ritmi frenetici. Chiamati picker se devono prendere la merce dalle scaffalature, packer se devono impacchettarla. Qualche anno fa ognuno di loro aveva un dispositivo con 4 “vite”: ad ogni errore o ritardo il palmare ne cancellava una. Come nei videogiochi. Alla quarta, game over: scattava la convocazione dal caposquadra. Dopo le polemiche e le debite riflessioni, il “simpatico” contatore di vite è stato dismesso.

Al netto di laceranti dibattiti e contrapposizioni culturali, è sotto gli occhi di tutti – tecnottimisti e non – che Amazon stia facendo importanti investimenti nell’automazione dei processi. Droni postino, negozi in cui sensori sugli scaffali sostituiscono le casse, robot che nei magazzini spostano intere scaffalature industriali, sono solo alcuni degli esempi più recenti. Non sono stati i primi e – c’è da scommetterci – non saranno nemmeno gli ultimi a mettere faccia a faccia i cantori delle nuove tecnologie applicate al lavoro e i detrattori del nuovo capitalismo industriale.

Il braccialetto elettronico, per ora, è soltanto un brevetto. Le sue prospettive e le sue applicazioni saranno un po’ meno equivoche se e quando entrerà in funzione a pieno regime. Con buona pace di picker e packer, che nel frattempo continueranno a correre tra uno scaffale e l’altro per impacchettare i nostri desideri.

[Foto: culturaacolori.it]

 

Loading...

Vi consigliamo anche