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Il mondo del digitale corre sempre più veloce: quali compagnie riescono a rimanere al passo?

LaRedazione - 22 ottobre 2018
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Mondo del digitale

Il digitale ci ha abituato a cambiamenti continui e a colpi di scena inaspettati: ciò che è sulla cresta dell’onda in un momento, nel giro di pochi mesi può crollare miseramente. Il destino di una compagnia oggi come oggi è sempre incerto, l’importante è saper imparare dal passato e non solamente dai propri errori, ma anche da quelli di compagnie concorrenti.

Come reggono cambiamenti e velocità le maggiori aziende del digitale?

Il mondo del digitale è in continua espansione, vengono costantemente raggiunti nuovi traguardi e rimanere al passo con l’innovazione travolgente che lo contraddistingue è fondamentale per riuscire a imporsi non solo sul mercato ma anche nella memoria di utenti e clienti: bisogna adattarsi alle nuove frontiere e monitorare gli sviluppi di ogni fenomeno, dalla blockchain alle valute digitali come Bitcoin ed Ethereum. La storia degli ultimi anni è ricca di avvenimenti rapidissimi, di grandi fortune e di irreparabili cadute nel dimenticatoio, il tutto in pochissimo tempo: in un mondo in cui ogni attimo conta, una minima esitazione o una decisione sbagliata possono far sì che la propria azienda o il proprio business vengano travolti dalla corrente dell’innovazione e non riescano più a tornare in superficie. Brand importanti di motori di ricerca come Excite e Yahoo sono stati letteralmente superati da Google, e un destino simile è capitato a programmi come Napster e a social network come MySpace; talvolta con esiti positivi per i proprietari, come in quest’ultimo caso per Tom Anderson, imprenditore ex proprietario di MySpace, talvolta con l’uscita definitiva di scena del proprio marchio o prodotto.

Mondo del digitale

Mondo del digitale corre

Guerra fra motori di ricerca: la storia di Yahoo, Excite e Google

Internet ha cambiato le sorti e le forme della comunicazione in tutto il mondo: la sua storia si articola in varie fasi e non c’è dubbio che la sua crescita, per come lo conosciamo oggi, sia dovuta anche a compagnie come Yahoo ed Excite, che in tale processo hanno giocato un ruolo fondamentale. Entrambi i motori di ricerca, pur essendo ancora attivi, hanno finito però per assumere ruoli secondari rispetto a quello che viene considerato il motore principale: Google. Excite nacque nel 1994 e, come riportato dall’infografica di Betway Casino sulle peggiori decisioni aziendali mai prese, nel 1999 ebbe l’opportunità di acquistare Google per “soli” 750.000 dollari, una cifra irrisoria paragonata all’attuale valore: più di 367.000.000 di dollari. Excite si era fatta sfuggire anche l’opportunità di entrare in affari con Yahoo l’anno precedente e nel 2000, a seguito dell’esplosione della bolla speculativa del mercato azionario delle aziende “dot-com”, entrò in crisi senza riuscire a recuperare mai più i livelli di popolarità (e guadagno!) raggiunti in precedenza. Yahoo, invece, rifiutò qualche anno dopo (nel 2008) l’offerta di acquisizione da parte di Microsoft: l’azienda le offriva 45 milioni di dollari ma Yahoo rifiutò nonostante tutto. Il suo valore attuale adesso è calato a 32 milioni di dollari e nonostante le successive manovre come l’acquisto di startup e la fusione con AOL, altro motore di ricerca ora sussidiario di Verizon, non può ancora tornare a competere con Google.

google

Guerra fra motori di ricerca

Il lieto fine di Tom Anderson, creatore di MySpace

MySpace, il social network creato nel 2003 da Tom Anderson e Chris DeWolfe, è rimasto sulla cresta dell’onda fino al 2009 circa, per finire poi sepolto da burocrazia, difficoltà di gestione di codice e programmazione e l’inevitabile superamento da parte di nuovi social, più veloci e coinvolgenti, come Twitter, Instagram, YouTube e Facebook. Nonostante ciò, il proprietario e amministratore delegato fino al 2009, Tom Anderson, è riuscito a sfruttare positivamente la prevedibile fine della sua “creatura”, riuscendo con una serie di vendite oculate a lasciare MySpace in mano alla NewsCorporation (di proprietà di Rupert Murdoch fino al 2011) appena prima del declino irreparabile della fama della sua piattaforma sociale. A seguito di numerosi tagli a fondi e personale, MySpace ha riaperto pochi anni dopo permettendo di poter ascoltare musica gratuitamente e portare avanti la propria radio personale, ristabilendo il proprio andamento ma non riuscendo però a tornare al successo precedente, a causa della fortissima concorrenza di nuove piattaforme musicali come Spotify e AppleMusic, che prevedono sia un utilizzo gratuito che a pagamento per ottenere funzioni aggiuntive. Data la situazione, dunque, il successo maggiore è di sicuro per Tom Anderson, che ha saputo reinventare la propria carriera lavorando come consulente e fotografo, e che ora si dedica a tempo pieno a girare il mondo documentando i suoi viaggi ed interessi… tramite gli altri social network!

MySpace

La storia di MySpacemonet

Rimanere al passo con aggiornamenti e nuove tecnologie non è tutto: a volte per il futuro di un’azienda è fondamentale anche la capacità di sapere leggere e prevedere il cambiamento, spesso inaspettato, ma di certo sempre in agguato. Non basta perciò un’attenta strategia: anche il fiuto per gli affari è fondamentale.

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