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Riconoscimento facciale, Google usa i senzatetto per il nuovo Pixel

Martina Manoni - 11 ottobre 2019
11 ottobre 2019
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riconoscimento facciale google

Google è sotto accusa dalla città di Atlanta, in Georgia, e in diverse altre degli Stati Uniti. La questione riguarda il riconoscimento facciale, Google avrebbe proposto a dei senzatetto di collaborare per mettere a punto il riconoscimento facciale dei prossimi dispositivi, i Pixel 4 in uscita nei prossimi giorni. In particolare, per migliorare l’intelligenza artificiale che permette lo sblocco dello smartphone tramite il volto così come a una serie di altre funzionalità. A quanto pare gli incaricati di Google si comportavano in modo aggressivo con i senzatetto. Ad esempio, parlando rapidamente per confondere le persone o mentendo sugli scopi dei video da registrare. A volte evitavano di dichiarare che fosse in corso una registrazione.

Riconoscimento facciale, come Google convinceva i senzatetto

“La possibilità che componenti dei nostri gruppi più vulnerabili siano stati sfruttati per consentire l’avanzamento dei vostri interessi commerciali è profondamente allarmante per un gran numero di ragioni – ha scritto Hickson nella sua missiva indirizzata a Kent Walker, capo dell’ufficio legale di Google – se tutti o anche solo alcuni dei servizi sono precisi, vorremmo una vostra replica rispetto a quale azione correttiva vogliate mettere in campo”. A quanto pare gli incaricati di Google agivano in modo aggressivo, per esempio parlando rapidamente per confondere le persone e, in alcuni casi, mentendo sugli scopi dei video da registrare o sul fatto che fosse effettivamente in corso una registrazione. Questi video servivano per aumentare il database e affinarsi gli algoritmi del colosso.

A scoprire il caso è stato il New York Daily News, che ha anche intervistato alcune persone coinvolte nel progetto di GoogleIn uno dei giorni del training ci siamo dedicati a costruire un vocabolario che distraesse il più possibile l’utente dal compito effettivo” ha spiegato uno dei lavoratori. Non solo, agli incaricati è stato fortemente richiesto di rivolgersi soprattutto ai senzatetto, con delle tesi piuttosto ambigui. Ad esempio, perché i senzatetto “non sanno ciò che sta accadendo”. Gli incaricati dell’operazione avevano puntato gruppi di persone emarginate perché ritenute meno informate e meno propense a controbattere questioni complesse come la privacy.

Riconoscimento facciale, Google si dichiara innocente

Le indagini rivelano che Google avrebbe indotto i “volontari” a firmare una liberatoria per l’uso delle immagini filmate dei loro volti. La ricompensa era una gift card, ovvero un buono da spendere in una caffetteria della catena Starbucks, per un importo di 5 dollari. Poco più di un espresso in cambio dell’autorizzazione a utilizzare i propri connotati e affinare il riconoscimento facciale di Google.

Tutto questo per migliorare il problema sui nuovi Google Pixel, che non riescono a riconoscere volti non di carnagione chiara. Google però si dichiara innocente, e afferma di non essere al corrente delle modalità di gestione dell’operazione. L’iniziativa, che è stata annullata, non avrebbe riguardato solo Atlanta, ma diverse altre città statunitensi.

[Foto: www.cwi.it/mobile-wireless]

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