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Videogiochi: sfatiamo un mito tramite la scienza

LaRedazione - 22 maggio 2018
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22 maggio 2018
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Videogiochi

Da quando esistono, i videogiochi sono sempre stati fonte di dibattito nel mondo della scienza e della famiglia, dividendo l’opinione pubblica tra sostenitori e detrattori di questa nuova forma di intrattenimento. Finalmente si è giunti ad alcune conclusioni, grazie ad uno studio pubblicato dall’Università di Rochester, il quale evidenzia non pochi benefici derivanti dall’utilizzo di videogiochi di vario tipo.

Videogiochi d’azione

I primi videogiochi presi in considerazione dalla ricerca sono quelli cosiddetti “d’azione”, ovvero i giochi come Call of Duty o GTA, nei quali il personaggio ha delle missioni da portare a termine e deve agire spesso sotto pressione. Lo studio ha evidenziato come i giocatori appassionati abbiano sviluppato una migliore capacità di prendere decisioni efficienti in breve tempo, paragonati ad altri individui sottoposti a sessioni di gioco con videogames come Sim City, nel quale non c’è azione. Questo grazie a delle modifiche dei percorsi neurali del giocatore, maggiormente abituato a creare delle situazioni standard nel proprio cervello e a trovare metodi di risoluzione dei problemi. E’ stato anche rilevato che i giochi d’azione possano migliorare la capacità di lettura in bambini dislessici, più di quanto possa fare un allenamento classico alla lettura.

I Benefici

Ma i benefici dei videogiochi non si fermano qui: gli appassionati di videogames mostrano un significativo incremento nella capacità mnemonica, sia a breve che a lungo termine. Perfino i giochi di casinò hanno dei benefici sulla mente, infatti giochi come la roulette possono favorire l’apprendimento di concetti matematici non intuitivi, come la probabilità, in particolare le statistiche legate ai cosiddetti “eventi compatibili” e “incompatibili”.

E se le preoccupazioni delle mamme di una volta erano l’alienazione e l’isolamento del bambino, oggi i videogiochi, con la possibilità di creare dei network con altri giocatori in tutto il mondo, possono addirittura favorire la socializzazione e l’apprendimento di nuove lingue, soprattutto l’inglese, che spesso è la lingua di sviluppo dei videogiochi. Insomma, oggi le nuove tecnologie digitali hanno preso il posto delle vecchie sale giochi, in cui i ragazzini si riunivano davanti ad un flipper, o, per i meno giovani, di fronte a videogiochi come Crazy Taxi o Puzzle Bubble.

Ovviamente per alcuni soggetti i rischi di alienazione esistono e in alcuni casi è bene rivolgersi a dei professionisti della dipendenza da giochi, ma fino a che il gioco è un’opportunità per fare amicizie e migliorare alcune capacità intellettive, vale la pena lasciare che i bambini si divertano qualche ora con il loro videogioco preferito.

[Foto: https://campuslacamilla.it/]

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