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I lavori del gioco legale si mobilitano: attiva una petizione online per salvaguardare l’occupazione

LaRedazione - 27 novembre 2018
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I lavori del gioco legale si mobilitano

La difesa del posto di lavoro di circa 150.000 persone, tra occupati diretti ed indiretti nel settore del gioco, è la motivazione alla base di una recente petizione online pubblicata sulla piattaforma Change.org.

L’iniziativa porta il titolo “Salviamo la rete del gioco legale in concessione ed i suoi occupati” ed è rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri e a Giovanni Tria, Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Nella descrizione della petizione, il promotore chiede che il governo si impegni a tutelare il posto di lavoro e la dignità di migliaia di cittadini che sono occupati nel settore del gioco legale.

Il gioco autorizzato in Italia, infatti,  sta vivendo un periodo particolarmente complesso, che pone a rischio sia il settore online che quello offline.

Il divieto di pubblicità ai giochi introdotto dal Decreto Dignità, approvato lo scorso luglio, impedirà agli operatori legali di promuovere le proprie attività, attraverso qualsiasi canale mediatico, rendendo quindi difficile, non sono far crescere il mercato, ma anche distinguersi dalle proposte di gioco non autorizzate. Dal punto di vista dei giocatori inoltre sarà sempre più difficile affidarsi ad un portale di comparazione dei migliori casinò online in Italia, per poter leggere recensioni e novità nel settore dei casinò AAMS. Conoscere gli operatori legali nel mercato, essere aggiornati sulle migliori offerte del momento e avvalersi delle promozioni più convenienti diventerà un compito praticamente impossibile.

Simili, se non maggiori, sono le problematiche che si trovano ad affrontare le aziende che operano nel settore del gioco tradizionale. L’approvazione di numerose normative regionali e comunali improntate al proibizionismo, stanno mettendo in pericolo il terzo più importante settore economico italiano e, con esso, anche tutti coloro che vi operano direttamente o indirettamente. Azioni di delocalizzazione, approvazione di distanziometri dai luoghi sensibili, limitazione dell’orario di funzionamento degli apparecchi di gioco, aumento del Preu ed in generale della tassazione sui proventi, stanno letteralmente distruggendo un comparto che da anni si impegna per distanziarsi dall’illegalità e che porta nelle casse dello Stato oltre 10,5 miliardi di euro all’anno.

Le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil sono unite nel segnalare che le misure di riduzione dell’offerta di gioco legale, non solo possono mettere sul lastrico migliaia di famiglie in un periodo di grave crisi occupazionale, ma rischiano di consegnare il settore nelle mani alla criminalità organizzata. Un’opinione condivisa anche da chi è ogni giorno impegnato nel contrasto all’illegalità.

A margine di un’importante operazione internazionale che ha portato allo smantellamento di una rete criminale operante nel settore delle scommesse illegali, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, ha ricordato alla politica l’importanza di prestare attenzioni alle infiltrazioni criminali nel settore del gioco, considerando che esse danneggiano anche gli operatori legali. Il procuratore ha poi aggiunto che il gioco d’azzardo è un mercato di grande rischio e che l’illegalità va fortemente combattuta, tuttavia non è vietando il gioco che si affronta efficacemente il problema. È invece fondamentale formare, informare ed informare i cittadini, vigilare ed intervenire, non solo vietare. Per Cafiero de Raho quindi il proibizionismo non è la soluzione.

La stessa posizione era stata sostenuta anche dal procuratore della Repubblica di Brindisi, Antonio De Donno che intervenendo alla presentazione della ricerca “Gioco legale e dipendenze in Puglia”, lo scorso ottobre, aveva affermato che il proibizionismo è l’anticamera del gioco illegale gestito dalla malavita, aggiungendo: “chi ha una diretta percezione di cosa è avvenuto e avviene nei territori, deve con nettezza rilanciare questo allarme che, certo, non annulla quello relativo ai rischi di ‘azzardopatia’, ma non può rimanere inascoltato”.

Nel momento in cui scriviamo la petizione ha già raggiunto oltre 4100 adesioni da altrettante persone che si sono riconosciute nello slogan: Diciamo SI alla legalità, SI al lavoro, SI al presidio dello Stato, SI al contrasto alle mafie.

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