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Scherma, Bebe Vio e la Coppa del Mondo alle paralimpiadi: ‘ringrazio la malattia’

Gianfranco Mingione - 14 novembre 2016
Gianfranco Mingione
14 novembre 2016
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Un bell’esempio della migliore gioventù italiana. È una ragazza dal sorriso ampio, forte, che ha raggiunto con tenacia i suoi obiettivi. Bebe Vio è un bell’esempio della migliore gioventù italiana che all’estero ci invidiano e che in Patria dovrebbe incuotere speranza e coraggio nelle menti e nei cuori degli altri giovani. Quest’anno ha conquistato la sua terza Coppa del Mondo consecutiva alle Paralimpiadi di Rio, in Brasile, battendo nel fioretto le sue rivali più forti, le atlete russe, la Boykova in semifinale e la Mishurova in finale .

“Ringrazio la malattia”. Questa sera, su Italia 1, andrà in onda la sua intervista a Le Iene, dove l’atleta azzurra si racconta e affronta il difficile tema della sua malattia: “In un certo senso io devo ringraziare la malattia perché mi ha fatto scoprire tutto un nuovo mondo che è quello paralimpico e mi piace un sacco, per me è la cosa più bella di tutte. Per me il sogno era Rio, e adesso io a Rio ci sono andata”.

La disabilità fa parte del mondo. Parla della sua condizione, di come vuole vivere e di come vorrebbe che anche gli altri la lasciassero vivere: “Tu devi prendermi in giro – afferma Bebe Vio – perché secondo me se sei disabile in generale, soprattutto quando esci dall’ospedale, ti trattano come se fossi un cavalluccio di cristallo, un oggettino delicato. Secondo me, quando arriva uno che ti dà una pacca sulla spalla e ti dà una scossa pure è meglio, perché sei una persona normale e ti devono trattare normalmente”.

Tra qualche giorno parteciperà ad una convention a Dubai e a gennaio si trasferirà nella sua nuova casa di Treviso. Qui lavorerà un anno negli stabilimenti della Benetton. Perché la vita è fatta di normalità che altro non è sapersi riconoscere nelle nostre mille sfumature di diversità.

(Foto: Focus)

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