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14 Aug

Shock nel mondo del ciclismo: Chris Froome positivo all’antidoping

La Redazione - 13 dicembre 2017
La Redazione
13 dicembre 2017
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Chris Froome positivo all'antidoping

Quella di questa mattina è stata una di quelle notizie capaci di raggelare il cuore di ogni appassionato di ciclismo. La positività di Chris Froome ai test per l’antidoping, infatti, ha suscitato un enorme clamore mediatico e, nelle prossime ore, si attendono notizie e decisioni da parte dell’Uci sulla pena da infliggere all’atleta.

Il quattro volte vincitore del Tour de France, dopo una gara per la Vuelta, è risultato positivo al Salbutamolo, un farmaco broncodilatatore vietato dal regolamento. Per garantire la correttezza di questa notizia l’Uci ha compiuto sul ciclista delle controanalisi, che purtroppo per lui hanno dato esito positivo. Al momento, l’atleta non è stato ancora sospeso dalla Federazione, ma la decisione dovrà essere presa in tempi brevi.

Il Salbutamolo viene utilizzato nei farmaci per curare l’asma e altre malattie respiratorie. Froome aveva il permesso di utilizzarlo, ma, dalle analisi effettuate sulle sue urine, prelevate dopo la gara della Vuelta lo scorso 7 settembre, è stata rilevata una concentrazione maggiore della sostanza incriminata.

In pratica, dei 1000 nanogrammi di Salbutamolo consentiti, Froome aveva superato i 2000, quindi il doppio dei parametri concessi per regolamento. I precedenti, in questi casi, non sono davvero incoraggianti: Diego Ulissi, per un caso simile, fu sospeso nove mesi, mentre Alessandro Petacchi addirittura per un anno (anche se, nel suo caso, la squalifica fu poi revocata).

Se la sospensione di Froome sembra ormai certa, bisogna far chiarezza anche sulla tappa della Vuelta che il ciclista avrebbe percorso da dopato. Infatti, in quell’occasione, Vincenzo Nibali, soprannominato “Lo Squalo di Messina”, si classificò secondo proprio alle sue spalle. Se per l’atleta inglese scatterà la squalifica, sarà lui ad aggiudicarsi quella gara.

Da Sky è giunto un comunicato in cui si parla della vicenda e si tende a giustificare l’atleta. Froome soffre d’asma in modo cronico sin da bambino e, per questo, utilizzare un farmaco che contenesse Salbutamolo era per lui inevitabile. Bisogna capire se, in questo caso, c’è stata da parte sua la volontà di voler superare i parametri consentiti dalla legge per quanto riguarda questa sostanza e, quindi, la consapevolezza di trarne dei benefici in termini sportivi e di prestazione.

Per Froome, al momento, non c’è stata squalifica o sospensione provvisoria quindi potrebbe continuare a pedalare su pista, anche se la sua presenza al prossimo Giro d’Italia sembra in forte dubbio. I tempi previsti dalla legge per presentare il ricorso sono di almeno tre mesi, ma, per l’atleta inglese si prospetta un futuro, mediaticamente parlando, difficile. In termini ciclistici, un percorso tutto in salita per lui.

[Foto: www.lastampa.it]

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