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Allarme alga tossica in Italia, i rischi

Alessandro Crupi - 2 agosto 2019
Alessandro Crupi
2 agosto 2019
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Alga-tossica

Con i cambiamenti climatici in atto, l’Italia sta diventando ormai un ecosistema in costante e crescente mutazione. Attira così sul suo territorio specie viventi sconosciute fino a molti anni fa. Tra queste c’è un tipo di alga tossica da cui occorre stare alla larga.

Alga tossica, gli effetti per la salute

Un messaggio, questo, rivolto soprattutto ai tanti che, attualmente, si stanno dirigendo verso le mete turistiche di mare a godersi sole e acqua cristallina. Il pericolo in questione è rappresentato da un’alga tossica il cui contatto può provocare malesseri fisici, tra cui anche febbroni da cavallo. Si tratta comunque di sintomi gestibili, senza gravi conseguenze e che hanno una limitata durata temporale.

Ma sono pur sempre molto fastidiosi. Meglio, dunque, fare prevenzione evitando di mantenersi sulla costa rocciosa nel corso di mareggiate e ridurre l’assunzione di ricci di mare, che possono immagazzinare la tossina prodotta dall’alga. I disturbi si manifestano dopo alcune ore e, oltre alla febbre, i più comuni sono riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti e congiuntiviti.

Alga tossica, le località di diffusione

L’alga tossica è denominata Ostreopsis ovata e, attualmente, è stata riscontrata un’alta diffusione in Puglia, in particolar modo nelle località di Porto Badisco (Lecce) e San Giorgio (Bari), che sono da bollino rosso. Anche la provincia di Taranto non ne è esente con Torre Colimena da bollino giallo.

In ogni caso, per avere la mappa completa della presenza e degli effetti dell’Ostreopsis è possibile consultare il sito dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente (Arpa). Proprio in merito a questo scenario, l’ente ha evidenziato che “l’alga prolifera soprattutto in presenza di precisi fattori ambientali: alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore ai dieci giorni (fonte www.ilmessaggero.it)”.

(Foto: www.baritoday.it)

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