0 Shares 242 Views
00:00:00
14 Aug

Allarme Ibuprofene: se assunto in gravidanza può compromettere la fertilità

Martina Manoni - 7 febbraio 2018
7 febbraio 2018
242 Views
Gravidanza e farmaci

Un recente studio pubblicato sulla rivista Human Reproduction ha dichiarato che l’assunzione prolungata dell’ibuprofene, noto principio attivo non steroideo spesso utilizzato come analgesico ed antinfiammatorio, potrebbe causare effetti collaterali in gravidanza, in particolare potrebbe compromettere la fertilità della nascitura, riducendo la scorta ovarica. Il tasso di pericolosità sarebbe particolarmente alto se l’ibuprofene viene assunto in quantità elevate durante i primi tre mesi di gravidanza.

La ricerca è stata realizzata analizzando l’impatto dell’ibuprofene sullo sviluppo delle ovaie, in particolare sono stati esaminati campioni di tessuto ovarico prelevato da 185 feti nel periodo gestazionale che va dalla prima alla dodicesima settimana.
I ricercatori hanno condotto lo studio analizzando il sangue prelevato dal cordone ombelicale di alcuni feti, le cui madri avevano assunto ibuprofene durante la gravidanza, per constatare se la sostanza avesse oltrepassato la barriera placentare.
Sono stati analizzati 185 feti, alcuni dei quali non sono stati esposti a ibuprofene, mentre gli altri sono stati coltivati con diverse quantità di farmaco.

Dopo 7 giorni è emerso che i campioni di tessuto immersi nell’analgesico avevano il 50% di cellule ovariche in meno rispetto agli altri, e tra il 50% e il 75% di cellule germinali in meno. Inoltre, in questi campioni si è potuto riscontrare un aumento della morte cellulare, nonchè una minore capacità delle cellule stesse di riprodursi regolarmente.

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato come gli effetti collaterali siano osservabili già 2 giorni dopo l’assunzione di ibuprofene per quanto riguarda i feti compresi tra le 8 le 12 settimane.

Già altri studi condotti in passato avevano dimostrato la pericolosità dei cosiddetti FANS (ovvero i farmaci antidolorifici non steroidei) sullo sviluppo del feto, e questa ricerca in particolare ha confermato l’influenza negativa di queste sostanze se assunte durante la gravidanza.

Séverine Mazaud-Guittot, l’autrice della ricerca, ha dichiarato che “Le bambine nascono con un numero determinato di follicoli nelle loro ovaie e questo definisce la loro futura capacità riproduttiva in età adulta. Una riserva iniziale di ovuli scarsa comporterà una riduzione della durata della capacità di riproduzione, una menopausa precoce o addirittura l’infertilità – tutti eventi che si verificheranno decenni più tardi nella vita“.
(Fonte: www.affaritaliani.it)

I medici raccomandano dunque a tutte le donne in gravidanza di assumere antidolorifici ed analgesici solo se strettamente necessario e per periodi brevi, sempre sotto consiglio del proprio medico. Si consiglia in ogni caso l’assunzione di paracetamolo in quanto considerato meno dannoso dell’ibuprofene, che comunque non deve mai essere assunto dopo le 30 settimane di gravidanza.

[Foto: dilei.it]

Loading...

Vi consigliamo anche