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16 Aug

Grassi in eccesso e diabete: ecco le cause della perdita di memoria

La Redazione - 1 gennaio 2018
La Redazione
1 gennaio 2018
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Grassi in eccesso e diabete. Perdita di memoria

Quello del sovrappeso è un problema che riguarda la salute di milioni di persone, ma esso può causare problemi gravi come l’obesità e il diabete. I grassi possono determinare queste patologie, che poi vanno a intaccare il nostro cervello provocando dei deficit di tipo cognitivo. Uno su tutti: la perdita di memoria.

In un recente studio compiuto dal “Nature Communications”, l’aumento del metabolismo provoca un’alterazione di quel meccanismo soprannominato insulino-resistenza, che va a intaccare i neuroni mandandoli in tilt e causando un procedimento che comporta a un apprendimento più lento del dovuto.

Una dieta ricca di grassi dunque produce danni al cervello, oltre al diabete e all’obesità. Ma non è solo l’alterazione dell’insulino-resistenza il problema maggiore perché l’aumento di acido palmitico nelle funzioni cerebrali provoca un gene che può creare degli scompensi chimici all’interno del nostro organismo.

Ma sono allo studio dei modi efficaci per arginare il problema provocato dall’insulino-resistenza? Gli effetti dannosi possono essere limitati con uno spray di tipo nasale, che bloccherebbe la palmitoilazione, ossia quel procedimento reazionario che scatta quando una proteina si sottopone a un acido grasso. Con questo sistema si può intervenire e regolare le alterazioni che favoriscono non solo la perdita della memoria, ma anche quelle legate all’apprendimento.

Lo spray nasale è un farmaco somministrato agli animali che ha dato dei risultati incoraggianti, come è stato evidenziato da uno studio compiuto dai medici dell’Istituto di Fisiologia Umana presso l’Università di Cattolica. Naturalmente queste ricerche potrebbero avere una rilevanza clinica anche per l’essere umano, qualora esse siano dimostrate nell’ambito scientifico.

Gli studiosi dell’Università di Cattolica intendono comunque proseguire su questa strada, anche perché essi sono riusciti a dimostrare che le malattie metaboliche possono associarsi all’aumento dell’insulino-resistenza. Si tratta dunque di una scoperta importante che potrebbe dare dei risultati pure sulla prevenzione di malattie come l’obesità.

Infine bisogna diffondere il messaggio che un’alimentazione squilibrata non provoca danni solo all’organismo, ma che esiste una connessione tra le malattie metaboliche e quelle di tipo neurodegenerativo. Tenendo d’occhio questa relazione vanno proseguite le ricerche, ma, soprattutto, cercando i fondi necessari per continuare con questo tipo di studi. Per il professor Grassi, studioso all’Università Cattolica che ha scritto numerosi libri sulla fisiologia umana, la strada da percorrere è ancora lunga, ma l’Italia sta dando un notevole contributo alla ricerca ed è importante che, anche le istituzioni, se ne facciano carico.

[Foto: illvit.no]

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