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Invalidità per discopatia: cose da sapere

Luca Assumma - 31 marzo 2019
Luca Assumma
31 marzo 2019
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Invalidità per discopatia

L’invalidità civile si può ottenere anche a causa di una discopatia. Dunque chi ne soffre può usufruire dei relativi benefici previsti da questo istituto di tutela. Ma cosa è la discopatia? E’ un’alterazione della sorta di ammortizzatore che abbiamo tra le vertebre, cioè il disco intervertebrale..

Nei suoi casi meno gravi di questa patologia, si ha il diffuso mal di schiena, ma in quelli più pesanti, ad un dolore più intenso si aggiunge l’impossibilità di lavorare o vivere una normale quotidianità.

Invalidità per discopatia: le percentuali

Ma come si ottiene l’invalidità civile per discopatia? Prima è necessario capire l’invalidità civile in generale. È invalido civile chi:

  • soffre di elementi come menomazioni o deficit fisici, psichici o intellettivi a livelli altamente invalidanti
  • chi è in età da lavoro, anche se sono previste eccezioni per chi si trova prima o dopo questa fascia d’età
  • chi veda riconosciuta la propria situazione invalidante da un’apposita commissione.

Chi ne usufruisce, ha dei diritti crescenti all’aumentare della percentuale di invalidità, i cui estremi, sono il grado minimo è fissato al 34% per accedervi e la fascia 34%-46% per avere i primi benefici come le prestazioni socio-assistenziali, da un lato, la forbice 74%-99% per l’assegno di invalidità per l’invalido in stato di bisogno economico e il 100% per la pensione di inabilità, dall’altro.

L’intervento al rachide lombare

Ecco il dettaglio su questa particolare invalidità. Il grado di invalidità dipende dalla gravità della discopatia. Solitamente comporta l’inizio di una protrusione a livello lombare e quelle più diffuse sono L4-L5 ed L5-S1. Nella tabella patologica stabilita dalle legge per attribuire l’invalidità, questa discopatia lombare non è prevista, però, in caso di intervento chirurgico di stabilizzazione del rachide lombare si potrebbe rientrare nella fattispecie della “anchilosi di rachide lombare” ed avere una percentuale tra il 31% e il 40%.

Dunque, i benefici sono pochi, visto il grado, ma, se abbinato ad altre patologie, potrebbe aumentarlo ed averne di ben maggiori dopo essersi presentati in Commissione medica Inps, a patto che il quadro complessivo sia coerente col risultato del “calcolo riduzionistico”, metodo che non tiene conto della sommatoria delle percentuali previste per le singole problematiche.

Il ricorso

In caso di mancato o parziale riconoscimento della percentuale ipotizzata, si può impugnare il verbale di commissione attraverso un avvocato che presenti un ricorso. Esso va inoltrato al tribunale territorialmente competente che porterà ad una nuova visita presso un medico legale.

E’ possibile un ulteriore ricorso presso altro giudice, che potrà disporre una nuova visita o decidere in base a documentazioni e deduzioni, la cui sentenza non è appellabile. Però è presentabile una nuova domanda all’Inps, motivata con la verifica di un possibile peggioramento della patologia.

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