0 Shares 219 Views

L’inghilterra sta sperimentando il vaccino universale per l’influenza

Martina Manoni - 17 febbraio 2018
17 febbraio 2018
219 Views
il vaccino universale per l'influenza

Sono sempre di più gli italiani che si ammalano di influenza, specialmente durante le stagioni più fredde. Ogni anno si contano circa 6.000 morti a causa dell’influenza, e proprio per questo motivo i vaccini antinfluenzali sono la forma di prevenzione più raccomandata al mondo.
I vaccini per l’influenza cambiano ogni anno, ma non riescono mai ad assicurare l’immunizzazione al 100%. Quest’anno in particolare ci sono stati moltissimi casi di influenza, per questo motivo è necessario un vaccino universale in grado di proteggere da tutti i ceppi del virus.

La Vaccitech, una divisione dell’Università di Oxford in Inghilterra, ha appena ricevuto un finanziamento di circa 30 milioni di dollari da parte di Google per proseguire la sperimentazione del suo vaccino antinfluenzale, che nel 2018 e 2019 sarà testato su un campione di 2.000 persone.

Per il momento, il vaccino universale della Vaccitech sembra promettere bene, l’unica dubbio riguarda la sua copertura, ovvero su quante persone si avrà l’immunizzazione totale. In caso di risultati positivi, il vaccino universale per l’influenza sarà lanciato nel mercato nel 2024/2025, almeno secondo i pronostici di Tom Evans, l’amministrarore delegato di Vaccitech.

La medicina e la ricerca stanno lavorando ormai da anni per trovare il vaccino universale in grado di prevenire l’influenza, ma senza ottenere i risultati sperati. Perchè accade questo? Francesco Vitale, docente di Igiene e Medicina preventiva e presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Palermo, afferma che «Gli antigeni esterni dei virus influenzali sono facilmente studiabili – prosegue Vitale – Quelli interni invece sono formati da particelle infinitamente piccole ed è piuttosto complesso analizzarli. Inoltre solo recentemente abbiamo capito quanto siano mutevoli le proteine sterne. Dal 1968 a oggi si sono verificate oltre 4.000 mutazioni e quattro pandemie».

I vaccini influenzali devono essere riprodotti ogni anno ed in genere hanno un’efficacia del 50%-60%. Il vaccino trivalente che è stato somministrato quest’anno non è in grado di coprire uno dei due virus dell‘influenza di tipo B, ovvero quella più diffusa tra tutte (i virus di tipo A sono quelli responsabili delle forme più serie di influenza, i virus di tipo B circolano soltanto nell’organismo umano e i virus di tipo C sono quelli che causano le forme più lievi di influenza).

Se un domani il vaccino universale per l’influenza dovesse essere prodotto dalla Vaccitech ed avrà buoni risultati, sarà sufficiente somministrarlo una sola volta, in due o tre dosi, per avere una copertura di oltre dieci anni.

[Foto: scienzaesalute.blogosfere.it

Loading...

Vi consigliamo anche