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Malattia di Peyronie: cos’è e come si cura

LaRedazione - 21 giugno 2018
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21 giugno 2018
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Peyronie

La malattia di Peyronie è una patologia dell’organo maschile, caratterizzata dalla formazione anomala di tessuto fibroso-cicatriziale in corrispondenza dei corpi cavernosi. Questo tessuto causa una curvatura dello stesso che è all’origine di sintomi quali erezioni dolorose e difficoltà durante l’accoppiamento. In Italia colpisce il 7% circa della popolazione maschile tra i 50 e i 70 anni, come riporta l’equipe medica di Andrologia Internazionale. Si tratta di una patologia conosciuta fin dal XVI secolo quando fu scoperta dal medico fiammingo Andreas van Wesel. La prima diagnosi clinica fu però opera di François de La Peyronie, chirurgo dell’esercito di Luigi XV nel 1743.

Ad oggi non è stata ancora scoperta cosa causi la malattia di Peyronie. Una delle ipotesi che si è fatta è che potrebbe essere connessa a piccoli traumi che il membro subisce durante un rapporto sessuale. Secondo altri ricercatori, appare probabile un ruolo del sistema immunitario nell’iniziare e promuovere il processo di fibrosi. È stato sperimentato, però, che l’assunzione di vitamina E è utile nella prevenzione dell’insorgenza di tali forme di sclerosi. È una malattia che colpisce per lo più uomini europei con un tasso di incidenza tra lo 0,3 e l’1%, mentre è molto rara tra i neri e non è mai stato riscontrato alcun caso tra gli asiatici. La diagnosi di malattia viene determinata in base a tre aspetti: dolore, formazione di placche e recurvatum in fase di erezione

Il primo sintomo è la formazione della placca quasi sempre a livello dorsale dell’asta. Si badi bene che è possibile che si formino più placche in luoghi diversi dell’organo. Nelle fasi successive il 70-80% dei pazienti presentava una curvatura. La malattia impiega 12-18 mesi per svilupparsi e in questo periodo il grado di deformità può modificarsi in modo significativo. La terza fase è quella che si verifica al momento dell’atto sessuale. In questo caso chi ne è affetto non riesce a raggiungere una completa erezione e a volte risulta del tutto impotente. Quest’ultimo caso è stato stimato con un’incidenza che varia dal 4 all’80%.

Per quel che riguarda la cura della malattia, al momento non ne esiste una «totale» e sicura al 100%. Tutto dipende dalla gravità del caso. Se il sintomo è solo il dolore, una terapia medica di solito è sufficiente. Il trattamento farmacologico comprende, oltre alla vitamina E, l’ibuprofene o la colchicina.

Negli ultimi anni sta prendendo piede una nuova cura per la malattia di Peyronie. Si basa sull’utilizzo di un enzima quale è la Collagenasi del Clostridium Histolyticum. Questa terapia permette, tramite cicli di due iniezioni ciascuno, eseguite in ospedale dallo specialista e distanziate 24/72 ore l’una dall’altra, di «sciogliere» la placca di collagene, permettendo di modellare la curvatura del membro maschile, correggendola. Questa procedura di modellamento deve essere svolta dal medico durante ogni ciclo di trattamento e, per le sei settimane, direttamente dal paziente, secondo le istruzioni dello specialista.

Il 29 novembre 2017, sono stati presentati a Firenze, i dati relativi all’utilizzo in Italia di questa terapia. Su duecento pazienti trattati nel nostro Paese dal 2016 (anno in cui è stata autorizzato l’inizio del trattamento), il 96% ha avuto un miglioramento oggettivo. Inoltre, l’80% dei pazienti si è dichiarato contento del risultato che consiste in un miglioramento medio di 20 gradi, con punte fino a 40”.
Se la terapia continuerà a dare gli esiti sperati si profila, dunque, un netto miglioramento per chi soffre di questa patologia.

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