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Delitto di Gela: la confessione shock della madre.

LaRedazione - 29 dicembre 2016
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29 dicembre 2016
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Giuseppa Savatta ha finalmente rilasciato una dichiarazione sui tragici fatti avvenuti lo scorso 27 dicembre. Da quanto emerso durante l’interrogatorio che la donna ha rilasciato ai magistrati, le sue bambine non sono morte a causa della candeggina ma le avrebbe strangolate con le sue mani.

Un passo in avanti verso una ricostruzione più precisa dei tragici fatti avvenuti a Gela, questo perché in un primo momento si era ipotizzato che la donna avesse indotto le sue bambine, Maria Sofia e Gaia, rispettivamente nove e sette anni, a bere della candeggina provocando sulle loro bocche delle evidenti escoriazioni per poi soffocarle. Un delitto che ha sconvolto non solo il piccolo comune di Gela ma anche l’opinione pubblica.

La Savatta in questo momento è piantonata nell’ospedale Vittorio Emanuele dopo che, nel suo appartamento in Via Passaniti, è stata trovata con vistosi tagli ai polsi. Un gesto che la donna ha compiuto per togliersi la vita dopo aver ammazzato senza pietà le sue bambine. A scoprirla in stato di shock il marito, Vincenzo Trainito, che durante un lungo interrogatorio rilasciato ai Carabinieri ha messo in luce i problemi psicologici e depressivi di cui, da tempo, sua moglie soffriva.

E proprio in merito alla candeggina la Savatta rivela: “L’ho usata per me perché volevo morire con loro, ma non ci sono riuscita“. Parole amare, tragiche, ma che iniziano finalmente a fare chiarezza su tutto ciò che è avvenuto in quella tragica giornata post natalizia. Gli psicologi stanno tracciando un quadro clinico della donna, e l’ipotesi che essa possa soffrire di bipolarismo sembra abbastanza pertinente.

La Savatta sarebbe un soggetto instabile nella vita privata, una personalità violenta e repressa. Mentre in società è sempre apparsa come una donna lavoratrice e una madre modello. Purtroppo con il suo duplice omicidio lei ha lasciato che la sua controparte negativa emergesse: togliendo la vita a due innocenti è divenuta la protagonista, suo malgrado, di un tragico delitto di cronaca. Ed è sempre Gela il teatro di un fatto simile quando, nel 2010, Vanessa Lo Porto ha annegato i suoi due bambini. Un comune che si ritrova di nuovo in “prima pagina” e che non riesce a spiegare il folle gesto della Savatta.

Infine, da quanto emerso durante il suo interrogatorio, la donna ha evidenziato alcuni “vuoti di memoria” sui fatti accaduti all’interno del suo appartamento. Soltanto ulteriori indagini potranno far chiarezza: da tempo, ormai, la Savatta viveva una situazione coniugale di crisi con il suo compagno ma, nonostante tutto, tutto ciò sembra troppo poco per “giustificare” il suo duplice delitto. Trainito agli inquirenti ha dichiarato, tra lo sconforto e il rammarico, di non aver mai immaginato che sua moglie sarebbe arrivata a tanto.
[Foto: Corriere della Sera]

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