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Referendum costituzionale: cosa cambia se vince il sì?

Gianfranco Mingione - 4 novembre 2016
Gianfranco Mingione
4 novembre 2016
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Il 4 dicembre italiani al voto per il referendum costituzionale. Fra meno di un mese gli italiani dovranno pronunciarsi sulla riforma costituzionale varata dal governo Renzi. Il quesito che i cittadini leggeranno sulla scheda è il seguente: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il Superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016”.

Cosa cambierà se vinceranno i sì? In caso di vittoria dei sì, molti saranno i cambiamenti introdotti con la riforma costituzionale:

– Camera unico organo eletto direttamente. La Camera dei Deputati sarà l’unico organo eletto direttamente dai cittadini a poter approvare le leggi ordinarie e di bilancio, oltre ad esprimere la fiducia al governo;

– Senato consultivo con 100 senatori. La camera alta del Parlamento, il Senato, diventerà un organo di rappresentanza delle autonomie locali e la sua composizione sarà così suddivisa: 95 senatori scelti dai consigli regionali e 5 nominati dal Capo dello Stato. Il parere dei senatori non sarà vincolante sulle leggi approvate dalla Camera. I senatori voteranno ancora per le elezioni del presidente della repubblica assieme ai deputati, per i componenti del C.S.M.  e dei membri della Corte Costituzionale;

Abolizione del C.N.E.L. Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, organo di rilievo costituzionale istituito nel 1957, sarà abolito. Il Consiglio è nato come organo consultivo, con diritto all’iniziativa legislativa, in materia di economia e lavoro;

– Cancellazione delle province. Le province saranno cancellate dalla Costituzione e per le regioni virtuose previsti dei premi

I cinque giudici della Consulta saranno eletti separatamente dalle due Camere: due dal Senato e tre dalla Camera;

– Referendum: cambia il quorum e vengono introdotti i referenudm propositivi. Il quorum affinché sia valido l’esito del referendum abrogativo resta quello del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto. Se i cittadini che propongono il referendum sono 800 mila anziché 500 mila, è sufficiente che si rechino alle urne il 50 per cento più uno dei votanti alle ultime elezioni politiche e non il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto. Si alza il quorum per presentare un eventuale proposta referendaria: dalle attuale 50 mila firme alle 150 mila previste dalla riforma costituzionale. La riforma introduce i referendum propositivi.

Quale fronte vincerà il referendum? A ottenere la vittoria, tra il fronte del sì e quello del no, sarà quello che porterà a casa più voti poiché non è previsto un quorum.

(Foto: Corretta Informazione)

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