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Uomo bruciato vivo a Siracusa: per gli assassini si trattava di un gioco

Emanuele Calderone - 19 dicembre 2016
Emanuele Calderone
19 dicembre 2016
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Giuseppe Scarso arrestato uno dei presunti assassini

Diceva Albert Einstein “due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi” e sembra, stando alle prime ricostruzioni, che dei diciottenni siracusani abbiano voluto confermare la tesi sostenuta dal celebre fisico tedesco.

Bulli, studenti, probabilmente annoiati da una vita priva di alcun tipo di interesse, un gruppo di ragazzi ha passato l’ultimo periodo a perseguitare un uomo, il signor Giuseppe Scarso, inveendo contro di lui e vessandolo in ogni modo possibile e immaginabile.

La notte tra il 30 settembre e il primo ottobre, poi, i presunti carnefici avrebbero deciso di spingersi ancora oltre, dando fuoco all’uomo. Don Pippo, però, non ha avuto la possibilità di morire subito: ha dovuto soffrire due mesi, prima che le bruciature e l’immenso dolore lo facessero passare a miglior vita. Quello che però il signor Scarso non ha avuto modo di sapere è che la giustizia sta ora facendo il suo corso: la polizia ha infatti disposto il fermo per Andrea Tranchina, che secondo gli inquirenti sarebbe uno degli aguzzini dell’ottantenne. Assieme a Tranchina anche un altro giovane risulta ricercato, mentre un terzo è solo iscritto sul registro degli indagati.

I vicini del signor Giuseppe hanno ricostruito il dramma vissuto dall’uomo in quei giorni: la vittima era già rimasta ustionata leggermente la sera prima che avvenisse il fattaccio. Quando Scarso chiamò l’ambulanza la seconda volta, infatti, i paramedici stentarono a credere alla sua storia, così come i vicini.

Ora c’è solo da sperare che la giustizia faccia veramente il suo corso e che i carnefici, qualora siano veramente questi ragazzi, possano scontare la loro pena.

[fonti articolo: corriere.it, rainews.it, fanpage.it]

[foto: siracusatimes.it]

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